Volkswagen ordina il ritiro di 11 milioni d’auto truccate
SCANDALO DIESEL
Per sostituire il software che “trucca” le emissioni dei motori diesel, la Volkswagen richiamerà fino a 11 milioni di vetture (fra cui la Golf di sesta generazione e la Passat di settima generazione) inviando una comunicazione ai clienti «nei prossimi giorni».
L’annuncio è arrivato ieri dal nuovo amministratore delegato del gruppo tedesco, Matthias Müller: secondo gli analisti, la “toppa” costerà 6,5 miliardi di dollari alle casse del gruppo di Wolfsburg.
Che, intanto, lavora alle modifiche tecniche da apportare – entro fine ottobre – alle auto con il software illegale. Sono 700 mila le Seat diesel “truccate”, 1,2 milioni le Skoda, 2,1 le Audi. In Italia gli esperti rassicurano gli automobilisti: in nessun caso ci sono gli estremi per una sanzione o, peggio, per un sequestro o un blocco del veicolo.
Ma arriva l’allarme di Bankitalia: «All’incertezza presente sui mercati globali, si è aggiunta negli ultimi giorni quella connessa con le possibili ripercussioni, difficili da quantificare, del grave scandalo Volkswagen sul settore dell’auto e sulle aspettative degli investitori e dei consumatori», spiega il vicedirettore generale Luigi Federico Signorini.
Del resto, l’effetto-Volkswagen si spinge fino a Tokyo: dopo Inghilterra, Francia, Corea del Sud, anche il governo del Giappone ha ordinato un’inchiesta sui maggiori produttori di automobili nazionali (Toyota, Nissan, Mazda e Mitsubishi) e sugli importatori di marchi europei.
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