Ucraina, tregua non rispettata Kiev accusa: Noi attaccati
È esilissimo il filo della tregua in vigore nell’est dell’Ucraina tra l’esercito di Kiev e i ribelli filorussi. Un cessate il fuoco che nasce dagli accordi di Minsk della settimana scorsa, siglati durante l’incontro tra Vladimir Putin, Angela Merkel, François Hollande e Petro Poroshenko. Proprio la cancelliera tedesca ieri, definendo la situazione «fragile», si è rivolta alle parti lanciando un appello per la fine dei combattimenti: «Non c’è nessuna garanzia che il cessate il fuoco tenga, è una strada estremamente difficile », ha detto la leader tedesca.
Il governo ucraino ha riferito che almeno cinque soldati ucraini sono rimasti uccisi e 25 feriti negli scontri armati da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco, alla mezzanotte di sabato. E oltre 112 attacchi sarebbero stati condotti dai separatisti in queste ultime ore.
Ma anche i ribelli hanno denunciato di essere sotto assedio. Il protrarsi dei combattimenti ha spinto l’esercito di Kiev a non dare attuazione ad uno dei punti concordati a Minsk, cioè il ritiro delle armi pesanti dal fronte di guerra.
Emergono nuovi particolari sulla black list dell’Unione europea per la crisi ucraina, che è entrata in vigore e che si va ad aggiungere alle sanzioni a Mosca già varate nei mesi scorsi. Nell’elenco vengono “messi in castigo” due viceministri della Difesa di Mosca, Arkady Bakhin e Anatoly Antonov.
Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha definito le nuove misure «illogiche e incoerenti».
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