Svizzera: addio al segreto bancario, miliardi di euro che ritornano
Siglata l’intesa con l’Italia, sarà più facile scoprire gli evasori fiscali.
A suo modo è stata una giornata storica. Di certo, è la fine di un mito tutto italiano, quello del “portare i soldi in Svizzera”.
Prima fisicamente al di là del confine dai cosiddetti spalloni, poi grazie alle più ardite triangolazioni bancarie. Adesso sembrerebbe tutto finito.
Il ministro dell’Economia italiano Pier Carlo Padoan e il consigliere federale Widmer Schulumps (una donna) ieri hanno firmato l’intesa a Milano. «Realizziamo un passo in avanti molto importante nelle relazioni fra i due paesi» ha detto Padoan. Più euforico, Matteo Renzi si è affidato al solito tweet: «Miliardi di euro che ritornano allo Stato».
L’accordo prevede la fine del segreto bancario e lo scambio su richiesta di informazioni ai fini fiscali. Dal settembre 2018, poi, lo scambio sarà automatico. La Svizzera ottiene l’uscita dalla black list italiana dei paesi non collaborativi, la firma dell’intesa riapre di conseguenza i negoziati sulla tassazione dei lavoratori frontalieri e sul regime fiscale di Campione d’Italia, che da anni segnavano il passo.
I contribuenti italiani entro settembre 2015 potranno regolarizzarsi volontariamente: in Spagna simili accordi hanno permesso di recuperare 30 miliardi di euro.
Giovedì, infine, un patto simile sarà siglato anche con il Liechtenstein.
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