S&P conferma il rating: anche se c’è Renzi prospettive negative
Il governo Renzi, con il suo robusto consenso popolare emerso all’Europee, piace ma ancora non convince Standard and Poor’s che ieri ha confermato il rating sull’Italia a BBB per il lungo termine, per capirci lo stesso di Bahrein, Colombia, Bahamas, Bulgaria, Panama, Filippine, Sud Africa, Spagna (mentre l’Irlanda, promossa, è ora due gradini sopra a noi).
L’outlook rimane negativo.
Per gli analisti di S&P, «nonostante le intenzioni dell’esecutivo italiano siano incoraggianti è troppo presto per valutare quanto programma potrà essere attuato e in che tempi». E sull’outlook: «Riflette i rischi che permangono sui conti pubblici italiani, a causa delle deboli prospettive di crescita».
L’agenzia prevede un aumento del Pil italiano dello 0,5% quest’anno seguito da +1,1% nel 2015, +1,2% nel 2016 e +1% nel 2017. E a proposito di Pil, ieri l’Istat ha certificato che nel 2013 quello del Mezzogiorno è sceso del 4%, addirittura il doppio rispetto a quello del resto del Paese: il divario non era mai stato così ampio.
Nel Nord Ovest il calo è stato appena dello 0,6%, nel Nord Est dell’1,5% e al Centro dell’1,8%.
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