Si Camera Legge di Stabilità, mercoledì al Senato
Entro mercoledì si chiude per la Legge di Stabilità al Senato, in cui tutto è più traballante, servirà la fiducia.
Sabato notte, invece, la Camera ha fatto le ore piccole, emendamento dopo emendamento: per la Manovra 297 sì, 93 contrari e 4 astenuti.
La seduta è stata sospesa e riconvocata alle 3 per l’ultima sforzo oltre gli sbadigli, la votazione della «nota di variazione» approvata dal governo e dalla commissione Bilancio.
Alla fine, il testo è uscito da Montecitorio con qualche pagina e alcuni miliardi in più: si arriva a 30 e, tra le modifiche più robuste, il fondo di solidarietà per i piccoli obbligazionisti che hanno visto evaporare i risparmi di una vita per il salvataggio delle banche.
E ancora le misure per favorire gli investimenti al Sud, le assunzioni di medici e infermieri e, in extremis, il bonus sotto forma di card alle famiglie con tre figli minori.
Ma “pesa” di più la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia: da sola vale 16,8 miliardi per il 2016. Ossigeno per i consumatori, mentre con l’abrogazione di Imu e Tasi a sorridere sono i 19 milioni di famiglie proprietarie di casa.
E poi il pacchetto sicurezza-cultura partorito dopo il dolore e la paura di Parigi: vale 2,6 miliardi, parecchio, al punto che il governo ha dovuto alzare l’asticella della flessibilità sul deficit dal 2,2 al 2,4%.
E senza attendere il temuto parere della rigida Commissione europea: a Bruxelles daranno la sentenza in primavera.
OK della Camera alla Legge di Stabilità
Il ministro Carlo Padoan: Più credibili col calo del debito
Da oggi, la Legge di Stabilità approda a Palazzo Madama in terza lettura, ma il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha già diffuso un certo ottimismo: «È un ulteriore passo avanti, il buon andamento dell’economia aiuterà nel 2016 al calo del debito pubblico dopo otto anni e alla maggiore credibilità del Paese». In un focus lo stesso ministero ha confermato per il 2018 il pareggio di bilancio strutturale e ha sostenuto che i due passaggi parlamentari hanno reso la legge di stabilità «più espansiva».
L’entusiasmo è contagioso dalle parti del governo, anche se ieri il premier all’Arena di Giletti su Rai 1, da un lato ha annunciato che «nel 2016 faremo più dell’ 1,5% sul Pil», e dall’altro ha ammesso: «Non sono ancora soddisfatto, i segnali di ripresa ci sono ma ci vuole tempo.
L’Italia è come se fosse guarita ma ancora non sta bene».
Poi il chiarimento sul grosso «più» del prodotto interno lordo previsto per l’anno venturo: «L’importante è che ci credano gli italiani, è tutto nelle nostre mani ».
La polemica, invece, l’ha riservata al Movimento 5 Stelle, che «non era in aula» quando la Camera faceva notte: «Loro fanno opposizione solo quando sono accese le telecamere». Frecciata velenosa, ma non quanto quella a Matteo Salvini: «Faccia l’europarlamentare e non solo viaggetti in Russia».
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