Senato: ok al decreto Enti locali, tagli alla sanità da 2,3 miliardi
Ieri, nel giorno in cui Denis Verdini ha ufficializzato il battesimo del suo nuovo gruppo, il governo ha ottenuto al Senato una importante fiducia – e senza l’apporto dei Responsabili – sul dl Enti locali e, soprattutto, sul taglio alla sanità da 2,3 miliardi previsto per il 2015.
Una misura che, assieme alla parole di Yoram Gutgeld sull’applicazione della spending review al comparto sanitario nazionale, ha scatenato le polemiche, alimentate anche dalle numerose assenze che lunedì avevano fatto mancare per ben 4 volte il numero legale in Aula a Palazzo Madama. Ieri, però, i senatori della maggioranza erano in larga parte presenti e, alla fine, con 163 sì (contro i 111 no, nessun astenuto e un non votante) il governo ha ottenuto la fiducia sul maxiemendamento presentato al disegno di conversione in legge del decreto.
Il provvedimento, ha spiegato il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, contiene «molte misure attese dai comuni» e il taglio da 2,3 miliardi alla salute è quello «concordato nella Conferenza Stato-Regioni». Le polemiche, però, sono tutt’altro che spente sulle sforbiciate previste (con altrettanti 2,2 miliardi nel periodo 2016-17) che riguarderanno la spesa per i beni e servizi, i dispositivi medici e farmaci, incidendo anche sulla rete ospedaliera.
Ma ad accendere le polemiche è anche la previsione – contenuta nel maxiemendamento – di un decreto del ministero della Salute che andrà a ridurre le «prestazioni non appropriate»
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