Se la Grecia non ripagherà il debito entro il 30 giugno sarà default
Si era arrivati all’appuntamento di ieri senza intesa tra Grecia e creditori, ma c’era comunque chi sperava in importanti passi avanti.
Invece poco dopo le sette di sera il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis twitta: «Nessun accordo all’Eurogruppo.
Un segnale forte affinché la Grecia si impegni seriamente nei negoziati
L’Eurogruppo resta pronto a riunirsi in qualunque momento». Come dire, caro Tsipras quanto hai proposto non può bastare, fai di più.
Lo ribadisce anche Jeroen Dijsselbloem, il presidente dell’Eurogruppo: «I progressi compiuti sono stati insufficienti e questo è deplorevole.
Dalla Grecia sono arrivate poche proposte, la palla sta sempre nel loro campo ».
Accordo entro la fine del mese?«È impensabile: il tempo, tra procedure parlamentari e passi tecnici, non basta».
Anche il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, è preoccupato: «La Grecia torni seriamente al tavolo, accetti un compromesso per evitare un destino catastrofico».
Ipotesi che invece secondo il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis si è «pericolosamente vicini ad accettare». Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, tenta di correre ai ripari e convoca un vertice straordinario dei Paesi dell’Eurozona sulla Grecia per lunedì 22: «È ora di discutere della Grecia al più alto livello politico».
Anche perché l’Fmi non è disposto a fare sconti: «Se Atene non ripagherà il debito entro il 30 giugno sarà default», dice la numero uno Christina Lagarde.
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