Poste: le azioni a 6,75 euro, lo Stato incassa 3,4 miliardi
La quotazione di Poste? la più importante dell’anno in Europa, che porterà nelle casse dello Stato fino a quasi 3,4 miliardi di euro, mettendo sul mercato sino al 38,2% delle Poste italiane.
Esulta Pier Carlo Padoan, ministro del Tesoro: «È un’operazione che conferma la fiducia dei mercati nel Paese.
Adesso avanti con la privatizzazione di Fs ed Enav».
Quando andranno sul mercato le azioni di Poste?
Il debutto di Poste in Borsa è fissato per martedì. Sul mercato andrà fino al 38,2% del capitale
Il governo traccia il primo bilancio della quotazione di Poste, col prezzo fissato a 6,75 euro per azione, per una capitalizzazione che supera gli 8,8 miliardi.
La risposta dei mercati è stata molto positiva, con una richiesta complessiva pari a 3,3 volte l’offerta. Hanno prenotato investitori istituzionali italiani, fondi sovrani, grandi gestori internazionali e oltre 303 mila piccoli risparmiatori (26.234 dipendenti delle Poste).
Le negoziazioni scattano martedì a Piazza Affari. E quei 3,4 miliardi, assicura Padoan, «andranno a riduzione del debito».
Ma non tutti sono d’accordo: «Abbiamo un debito pubblico di circa 2 mila miliardi e 3 miliardi di riduzione una tantum sono uno spreco», punge il presidente del Pd, Matteo Orfini, che destinerebbe i soldi agli investimenti.
Azioni Poste: la domanda
Col prezzo fissato a 6,75 euro per azione, la capitalizzazione supera gli 8,8 miliardi: intanto la domanda di titoli si è attestata a 3,3 volte l’offerta globale.
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