Nuovo contratto dei dipendenti delle PA
Dopo otto anni rinnovato il contratto degli statali
SCATTI NELLO STIPENDIO
La notizia arriva nella notte, con un tweet di Marianna Madia: «23 Dicembre 2017. Ore 03:56.
Dopo quasi 10 anni di blocco contrattuale è stato appena firmato, con le organizzazioni sindacali, il primo nuovo contratto dei dipendenti delle PA».
La ministra della Pubblica amministrazione ha parlato poi di «impegno mantenuto» e anche i sindacati sono apparsi soddisfatti: «Più diritti, più contrattazione, più salario», scrive la leader della Cgil, Susanna Camusso.
C’è però anche chi non ha sottoscritto: Usb, Cisal e Cgs hanno detto no, bollando l’accordo come «un amaro regalo di Natale».
Le novità, che arrivano a otto anni dalla scadenza del precedente contratto e sono state definite dopo un’ultima seduta di 18 ore, riguardano circa 250 mila dipendenti, gli statali in senso stretto, ma la portata si estende a tutto il pubblico impiego, fatto di oltre 3 milioni di lavoratori. Ecco dunque nuove regole e scatti sullo stipendio base che vanno dai 63 ai 117 euro lordi al mese, per una media di 85 euro.
E chi guadagna meno, da marzo, potrà contare anche su un’extra.
Cambiano poi i licenziamenti, con una stretta su assenteismo, molestie e conflitti di interesse. Ma perché l’accordo si traduca in euro manca la validazione della Corte dei Conti, quindi la Ragioneria emetterà i nuovi cedolini.
L’una tantum con gli arretrati, pari a 545 euro medi, potrebbe arrivare a febbraio, mentre a marzo scatteranno gli aumenti. In tutto il guadagno annuo andrà dai 1.019 ai 1.506 euro.
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