Matteo Renzi: molti cinque corpi di polizia, addio forestali
Alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2015 della Scuola superiore di polizia, Matteo Renzi ha portato nuove per tutti: «Dopo la fine della riforma della Pubblica amministrazione è difficile che siano ancora cinque le forze di polizia. Stiamo lavorando a un pezzo di riforma che riguarda anche voi».
Nel Paese delle divise intoccabili, praticamente un evento epocale. E il corpo candidato a sparire lo si scorge nel ddl all’esame del Senato: sono i Forestali, come ha ribadito ieri lo stesso ministro Marianna Madia. Il tema accorpamenti era, comunque, tornato di moda già con la vecchia cara spending review: l’ex commissario Carlo Cottarelli, nel suo piano, aveva auspicato «sinergie e razionalizzazioni» per risparmiare risorse.
Poi, ieri, le nuove parole di Renzi alla presenza del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, e del capo della polizia, Alessandro Pansa: «Siamo tutti d’accordo per una sempre migliore integrazione tra le forze di polizia». Così, ieri, ecco l’ok della commissione Affari costituzionali del Senato proprio alla riorganizzazione del corpo e al suo eventuale assorbimento. Un passaggio importante, nonostante le critiche dell’opposizione: per il governatore lombardo, Roberto Maroni, ex ministro dell’Interno, il progetto sarebbe solo «una fusione a freddo».
Al contrario, Pansa ha aperto ad una riforma complessiva del sistema di sicurezza che punti ad una «revisione, razionalizzazione e modernizzazione».
Al contrario, invece, ieri è arrivato lo stop alla confluenza dei corpi di polizia provinciali nelle altre forze: progetto troppo costoso.
In ogni caso, però, se l’iter del provvedimento si concluderà senza intoppi potrebbe finire così una storia, quella del Corpo forestale, iniziata nel lontanissimo 1872.
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