L’Ue rassicura l’Italia: Mini ripresa
I NUMERI DELLA CRISI
Bruxelles vede Pil in rialzo: +0,6% nel 2015 Ma il Paese rimane tra i peggiori in Europa: pesano debito pubblico e buco sulle pensioni.
Il quadro non è diverso da quello dipinto tre mesi fa con le stime d’inverno: a parere della Commissione europea, per la congiuntura italiana si prospetta una ripresa «graduale», mentre il grado di ottimismo sulla zona euro continua a crescere.
Eloquenti le proiezioni sul Pil, nel caso dell’Italia ferme a 0,6% quest’anno e aggiustate al rialzo di un solo decimo sul prossimo, che passa a 1,4% dall’1,3% ipotizzato a febbraio.
Un aggravio sui conti pubblici, con una ricaduta sulla crescita, potrebbe anche arrivare dalla bocciatura della Consulta al mancato adeguamento all’inflazione delle pensioni superiori a 1.500 euro nel biennio 20122013 (si parla di un buco di 1113 miliardi).
Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che ha comunque escluso qualsiasi manovra, è intervenuto sulle stime Ue: «I numeri sono in linea con quelli del Def e questo ci rassicura. Abbiamo la stessa visione attuale e futura».
A frenare l’Italia è l’enorme debito pubblico (133,1% del Pil in calo al 130,6% nel 2016) e una crescita debole.
Allargando l’analisi, la stima sulla zona euro passa a 1,5% da 1,3% sul 2015, attestandosi a 1,9% nel 2016. A esclusione di Cipro, unico Paese in recessione nel 2015, solo Finlandia e Grecia mostrano tassi di ripresa inferiori all’Italia.
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