L’Ue alla Grecia: ora le riforme e dopo gli aiuti
VERTICE A BRUXELLES
Hanno fatto i conti: ogni tedesco deve alla Grecia, come danni di guerra, 875 euro.
E così, due turisti tedeschi hanno versato i soldi al comune di Nauplia. Ma intanto, per risolvere i guai della Grecia (300 miliardi di debito), a Bruxelles è andata in scena una lunga riunione con il premier di Atene Tsipras, il numero uno della Bce Mario Draghi, i leader tedesco e francese Merkel e Hollande e i vertici Ue.
Ne emerge che Atene dovrà rispettare l’accordo del 20 febbraio con la Ue, che prevedeva il prolungamento degli aiuti per altri 4 mesi (7,2 miliardi) in cambio di riforme. Quelle che la Grecia presenterà forse venerdì e che potranno essere diverse rispetto al governo precedente, a patto che abbiano lo stesso effetto e siano finanziariamente sostenibili. La Merkel è netta: «Nuovi aiuti non potranno essere versati prima che gli impegni saranno stati rispettati».
E l’Europa ha fretta, vuole i fatti. Tsipras replica che «non ci sono scadenze su riforme decise da Atene né ulteriori misure di austerità».
La Commissione Ue, riconoscendo come sia in atto «una crisi umanitaria», intanto versa 2 miliardi destinati a occupazione e coesione sociale. Il tempo sta scadendo: molti economisti pensano che a fine marzo Atene non avrà i soldi per pagare stipendi pubblici e pensioni. I mercati sono però fiduciosi su un’intesa Atene- Ue: Milano sopra soglia 23 mila punti, ai massimi da febbraio 2011.
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