La Grecia salda all’Fmi una rata da 450 milioni Ma non basta
Resta il rischio default senza il via libera sulle riforme: dal 24 aprile casse vuote
Di buono c’è che ieri la Grecia ha sborsato 450 milioni di euro per saldare al Fondo Monetario Internazionale la rata del prestito. La notizia è stata confermata anche dal direttore generale dell’istituto di Washington, Christine Lagarde, che sorridendo ha commentato: «Sì, ho riavuto i miei soldi».
Ma questo non significa che il rischio default per Atene sia scongiurato. Anzi.
La Grecia è consapevole che senza nuovi aiuti il 24 aprile le casse dello Stato saranno vuote e non potrà dunque pagare stipendi e pensioni. Bce, Ue e Fmi non sembrano però intenzionate a garantire nuovi prestiti, se prima non sarà presentato un valido piano di riforme.
Secondo il quotidiano di Atene Kathimerini, Bruxelles avrebbe dato a Tsipras appena sei giorni lavorativi per fornire adeguati provvedimenti su mercato del lavoro, privatizzazioni e pensioni. Ma il portavoce della commissione europea, Margaritis Schinas, smentisce: «Nessun nuovo ultimatum, aspettiamo una lista di riforme completa, specifica e concordata con le istituzioni entro la fine d’aprile». Il nuovo primo ministro continua dunque a trattare e da Mosca lancia proclami gonfi di ottimismo: «L’obiettivo del nostro governo è di restare nell’eurozona. Vogliamo chiudere un accordo con l’Ue che sia di beneficio per loro e per noi». A proposito di Mosca, a chi dice che la Grecia stia cercando una mano in Russia, il ministro delle finanze Yanis Varoufakis risponde: «Dobbiamo essere molto chiari: i temi relativi al salvataggio devono essere affrontati all’interno della famiglia europea.
Questo governo non cerca una soluzione extraeuropea ad un problema europeo ».
E sulla trattativa: «Sono fiducioso sul raggiungimento di un accordo entro il 24 aprile ».
Varoufakis è tornato poi sulle privatizzazioni, confermando che «stiamo riavviando il processo di privatizzazioni per fare un utilizzo razionale degli asset pubblici».
BORSE FIDUCIOSE
Qualcosa comunque è cambiato. La Bce ha alzato di 1,2 miliardi di euro l’importo massimo che le banche greche possono prendere a prestito dal programma di prestiti di emergenza, il fondo Ela (salito da 72 a 73,2 miliardi). E gli effetti della giornata di ieri, in ogni caso positiva per Atene soprattutto per i 450 milioni ripagati al Fmi, si sono fatti sentire anche in Borsa, con chiusure in rialzo in tutta Europa.
Sotto i riflettori la borsa greca, con Atene chiude con un +1,06%. L’indice Ftse Mib di Milano segna un +0,96% a 23.803 punti, sui massimi di inizio 2010 con l’euforia che si è per gran parte concentrata sul reparto banche, tutte in deciso rialzo, eccetto Mps.
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