giovedì 31 Dicembre 2020
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Jobs act, +92 mila contratti, Boom lavoro tempo indeterminato

Jobs act, +92 mila contratti, Boom lavoro tempo indeterminato

A marzo i primi effetti della riforma E Mattarella esulta: «Dati confortanti» Cgil: «È propaganda»

Primi effetti del Jobs act, tiene a sottolineare il governo.

A marzo le assunzioni sono salite, e parecchio, grazie al boom dei contratti a tempo indeterminato. Secondo i dati del ministero del Lavoro, nel mese, le attivazioni totali di nuovi contratti sono state 641.571 a fronte di 549.273 cessazioni, con un saldo positivo di 92.000.

I nuovi rapporti a tempo indeterminato, trainati dagli sgravi contributivi previsti dalla legge di Stabilità e dall’entrata in vigore delle norme sul contratto a tutele crescenti (7 marzo), sono stati 162.498, il 49,5% in più rispetto a marzo 2014 (erano 108.647). «Sono dati confortanti ma iniziali – il commento a caldo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella –.

Bisogna prenderli con cautela, però sono dati che incoraggiano la fiducia: cosa essenziale». Cauto («stiamo parlando di contratti di lavoro, non di nuovi posti di lavoro») il ministro Giuliano Poletti, il quale comunque sottolinea come si tratti di un «dato qualitativo » visto già a gennaio e febbraio e che, comunque, «nei contratti di lavoro aumentano in maniera importante i contratti a tempo indeterminato»: «Quindi almeno un obiettivo di quelli che stiamo perseguendo, quello di far cambiare qualitativamente il mercato del lavoro l’abbiamo raggiunto», ha aggiunto.

Una visione ottimistica che la Cgil non condivide neanche un po’: per Susanna Camusso i dati arrivano «dall’ufficio stampa» e di «propaganda».

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