Jean Claude Juncker eletto nuovo presidente della Commissione europea
Il candidato dei popolari punta su nuove riforme e investimenti E scoppia un caso Mogherini
Jean Claude Juncker, (foto sopra), abbraccia il presidente del Parlamento europeo, il tedesco Martin Schulz
Jean Claude Juncker, 59 anni, è il nuovo presidente della Commissione europea: il lussemburghese, che detiene il primato di resistenza come premier, è stato votato a Strasburgo da 422 deputati dell’Europarlamento (era sufficiente una maggioranza di 376 voti), i contrari sono stati 250, gli astenuti 57.
Junker, candidato del Ppe, aveva anche il sostegno di socialisti, liberali e anche verdi. Assumerà l’incarico quinquennale che appartiene a Barroso non appena verrà formata la nuova Commissione, il primo novembre.
E mentre Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, parla di «passo storico per la democrazia europea», il neo eletto guarda al futuro assicurando il suo sostegno per «rafforzare la competitività e stimolare gli investimenti. Nei primi tre mesi presenterò un ambizioso pacchetto per lavoro e crescita» che «mobilizzerà fino a 300 miliardi in tre anni ».
Quindi spiega: «Abbiamo bisogno di un profondo piano di riforme strutturali. La gente ne ha paura, ma chi non le vuole affronta rischi più grandi. Con la crisi, che non è finita, non ha fallito l’economia sociale di mercato, ma chi ha fatto politica badando solo ai profitti.
E la crescita non va finanziata da debiti che sono solo un fuoco di paglia».
Quindi si concentra sull’immigrazione: «Proteggiamo le nostre frontiere esterne, interveniamo prima che i criminali prendano le barche. Questo non è un problema dell’Italia o di Malta, ma dell’Europa tutta. Serve un commissario speciale per l’immigrazione che lavori con tutti gli Stati membri».
La ministra italiana Esiste una fronda contro Federica Mogherini. Il nostro ministro è candidato a diventare alto rappresentante Ue per gli Affari esteri «ma ha dieci-undici paesi contro», dicono fonti vicine a Juncker. Ma il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari europei, Sandro Gozi, avverte: se sarà necessario «sarà designato a maggioranza». E Renzi vola a Bruxelles.
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