Grecia, altro no dell’Ue, ma si tratta ancora
Juncker boccia il piano di Atene. Ma in serata mini vertice tra Tsipras, Merkel e Hollande.
La frecciata arriva dal premier belga Charles Michel: «L’ora della ricreazione per la Grecia è finita». Secondo la Commissione europea, restano inaccettabili le proposte di Atene per soddisfare i creditori e sbloccare 7,2 miliardi di sostegno alla Grecia , che ne deve 1,6 all’Fmi entro fine mese.
Del resto, le ultimissime proposte del premier Tsipras al presidente Juncker sarebbero nuovamente cambiate.
Eppure, in questo thriller infinito, la trattativa continua: ieri sera, fino a tardi, lo stesso Tsipras ha visto la cancelliera Merkel e il numero uno francese Hollande. Atene sarebbe disposta a fare concessioni sull’avanzo primario (per quest’anno potrebbe essere l’1% rispetto allo 0,8% proposto da Atene), purché in cambio i creditori aprano ad una soluzione sul debito.
Nel pomeriggio era circolata la voce che la Germania fosse disposta a dare “semaforo verde” all’accordo in cambio di almeno una delle riforme richieste dei creditori (rialzo delle tasse, privatizzazioni e tagli alle pensioni) ma in serata i tedeschi hanno chiarito: «La Germania accetterà solo un’intesa approvata dalle tre istituzioni, Bce, Ue, Fmi». Alternativa proposta da Atene: estendere il programma di aiuti fino a marzo 2016.
L’ipotesi di un default pare distante: la sensazione è del resto che i creditori internazionali non vogliano abbandonare il Paese al suo destino.
E la Bce procede ad un maxi-rialzo di 2,3 miliardi della liquidità d’emergenza (Ela) alle banche.
Ma Standard and Poor’s taglia il rating sul debito sovrano di lungo termine della Grecia a «CCC» da «CCC positivo ». Per l’agenzia, senza accordo è probabile un default nei prossimi 12 mesi.
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