Fmi: Italia, crescita nettamente sotto il potenziale
Il Fondo monetario: «Pil, l’Italia è ultima tra i Paesi della Ue»
Allarme nel vertice in corso negli Usa: «L’economia cresce sotto il potenziale, ma può migliorare»
La ripresa economica si sta consolidando, soprattutto nei Paesi più avanzati, ma l’Italia non riesce ad agganciarsi.
A lanciare l’allarme, a fotografare un’Italia ferma al palo ultima per il Pil, il prodotto interno lordo, tra i Paesi dell’Unione europea è il Fondo monetario internazionale, aprendo il World Economic Outlook, il rapporto sull’economia globale in corso a Washington.
Il nostro Paese è dunque in coda tra quelli di «Eurolandia», con un Pil che quest’anno e nel prossimo anno (secondo la previsione) avanzerà di un modesto 0,8%.
Una crescita però «nettamente sotto il potenziale », sostiene l’Fmi.
Una nota più positiva arriva comunque dal debito pubblico, che cresce, per l’Fmi, meno del previsto, attestandosi quest’anno al 132,8%, meno del 133,4% atteso in precedenza, per poi calare al 131,6% nel 2018, sotto il 132% previsto.
La disoccupazione in Italia scenderà invece dall’ 11,7% del 2016 all’11,4% nel 2017 e all’11% nel 2018, ma resterà la più alta nell’Eurozona, con l’eccezione di Spagna e Grecia.
L’area dell’euro crescerà nel suo complesso dell’1,7% quest’anno e dell’1,6% nel prossimo. I rischi vengono tra l’altro dall’incertezza politica che potrebbe scaturire dalle prossime elezioni.
Nei Paesi in cui la crescita è insufficiente, insiste l’Fmi, la politica monetaria deve rimanere accomodante, ma la Bce non può fare da sola.
Fra le misure di rilancio, sottolineata ancora una volta la necessità di ripulire i bilanci bancari, affrontando il problema dei crediti deteriorati (Npl).
La ripresa mondiale, ha affermato il Fondo, «accelera », con il «2017 e il 2018 che saranno decisamente migliori del 2016», ha assicurato il capo economista Fmi, Obstfeld.
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