Effetto Draghi: lo spread tocca i livelli pre-crisi, e l’euro crolla
Spread ai minimi dal 2008.
Il programma di Quantitative easing della Bce, che sta pompando nell’economia dell’Eurozona 60 miliardi di euro al mese stampando moneta fresca e investendola in bond, mostra i suoi effetti.
Gli acquisti di titoli di Stato effettuati da Francoforte ieri hanno portato il differenziale di rendimento tra Btp decennali e omologhi tedeschi sotto gli 85 punti base, tornando sui livelli di settembre 2008, cioè a prima della crisi, per poi chiudere a 88 punti base.
Il rendimento dei bond decennali italiani ha nel frattempo toccato un nuovo minimo storico all’1,05%, anche sull’onda di un’altra asta del Tesoro conclusasi con successo: ieri sono stati collocati 2,5 miliardi di euro di Btp a tre anni con un tasso in discesa dallo 0,44%, a un nuovo minimo record dello 0,15%.
L’euro, nel frattempo, ha aggiornato il proprio minimo da 12 anni a 1,0494 dollari, avvicinandosi ogni giorno di più alla parità col biglietto verde.
«Ora l’euro è a un giusto livello sul dollaro», ha commentato il presidente francese Hollande che, come gli altri leader europei, spera che l’indebolimento della moneta comune favorisca le imprese esportatrici.
Il Quantitative easing è «partito senza intoppi », assicura il componente francese dell’esecutivo dell’Eurotower, Benoît Coeuré.
Il coro europeo, però, non è unanime e Berlino continua a non fare mistero delle sue riserve: «Non credo che le politiche monetarie e fiscali espansive siano un buon modo di affrontare la stagnazione », ha tuonato il ministro delle Finanze Schaeuble.
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