Draghi: tassi fermi 0,05%, rischi al ribasso su crescita e inflazione
Nuvole nere sui conti e sulla ripresa dell’Europa e per la Bce è di nuovo tempo di correre ai ripari.
Il presidente Mario Draghi ha spiegato che nelle ultime settimane sono «emersi rinnovati rischi al ribasso su crescita e inflazione».
I tassi di interesse dell’area euro rimangono così inchiodati al minimo storico dello 0,05 per cento.
Quello sui prestiti marginali e quello sui depositi bancari restano allo 0,30% e -0,20 per cento.
Draghi innalzerà dal 25% al 33% la quota di titoli di Stato acquistabili dalla Bce per ogni emissione, resta invariato il tetto dei 60 miliardi mensili.
OK LE BORSE
La Bce ha rivisto in peggio le sue stime sul Pil dell’Eurozona a +1,4% da +1,5% per quest’anno e per il prossimo a +1,7% da +1,9%.
I tecnici ora sul 2015 stimano una crescita media dei prezzi limitata allo 0,1% (dal precedente 0,3%), sul 2016 un +1,1% (da 1,5%) e sul 2017 un +1,7% (da 1,8%).
Draghi ha, però, ricordato che la Bce è «pronta a usare tutti gli strumenti disponibili entro il suo mandato» per far fronte a cambiamenti sulle prospettive d’inflazione e che il Quantitative easing – previsto almeno fino a settembre 2016 – potrà proseguire oltre.
Le Borse hanno reagito bene alle sue parole: Milano è volata al 2,6%.
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