Debito pubblico, a novembre 2017 sceso di 14.7 miliardi di euro
Le entrate tributarie nel bilancio dello Stato a novembre sono state pari a 35,9 miliardi, 2,1 miliardi in più rispetto allo stesso mese del 2016.
Buone notizie sul fronte del debito pubblico: a novembre, in valore assoluto, l’esposizione italiana sui mercati internazionali è scesa di 14,7 miliardi di euro, limando la montagna del debito a 2.275 miliardi.
Si tratta del livello più basso da aprile dell’anno scorso.
Allo stesso tempo, negli undici mesi del 2017, le entrate fiscali sono aumentate secondo via Nazionale dell’ 1,8%, portando nelle casse dello Stato poco meno di 375 miliardi (+2% secondo il Mef, considerando entrate tributarie e contributive complessive). Numeri positivi che si sposano con le convinzioni del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, tornato a invitare «chi assumerà la responsabilità del prossimo governo» a non smontare il percorso fatto. L’Italia rimane infatti l’unico Paese dell’Eurozona cui Moody’s assegna una prospettiva negativa sul rating, proprio per «il rischio che le future politiche del governo non affrontino in maniera sostenibile le sue vulnerabilità».
I dati diffusi ieri entrano in contrasto con quelli dell’Ufficio Valutazione Impatto del Senato: ammontano a oltre 132 miliardi l’anno i redditi nascosti in Italia e a evadere di più sono i lavoratori autonomi e coloro che possono contare su rendite immobiliari, ovvero gli affitti. Sui redditi da lavoro autonomo e impresa, secondo il rapporto, un intervistato su 4 non dice la verità, e «il 44% mente sugli affitti».
La stima del tasso di evasione totale sale a circa il 37% per i redditi da lavoro autonomo e impresa, mentre
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