CGIL: Province, da giugno paghe a rischio
«C’è il forte rischio che da giugno i dipendenti delle Province non prendano più lo stipendio, visti i tagli della legge di Stabilità e i ritardi, lo stallo, nel ricollocare gli esuberi derivanti dalla legge Delrio».
A lanciare l’allarme è il responsabile Settori Pubblici della Cgil, Michele Gentile.
Il pericolo per il sindacalista quindi è che dal prossimo mese, «non ci saranno più i soldi per pagare i dipendenti pubblici e nel frattempo non si è provveduto a ricollocare gli esuberi» derivanti dal superamento previsto dalla riforma Delrio. «Un’operazione — aggiunge — che doveva partire a inizio anno e che è invece bloccata».
Gentile punta il dito contro «l’inerzia del governo, le lentezze delle regioni e i tagli della legge di stabilità 2015».
Durante la protesta in piazza contro i tagli agli Enti dello scorso 11 aprile la leader della Cgil Susanna Camusso era stata molto critica.
«Non è chiaro dove vanno le funzioni delle Province per questo chiediamo che ci sia una decisione per un provvedimento che salvaguardi e ristabilizzi i precari che sono tanti nell’Ente».
A gettare acqua sul fuoco ci ha provato Gianclaudio Bressa, Sottosegretario di Stato agli Affari regionali: «Lanciare allarmi non è solo sbagliato, ma è anche da irresponsabili.
I dipendenti saranno garantiti».
Un concetto poi ribadito dal ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia: «Non c’è allarme, nessuno perderà lo stipendio ed il lavoro».
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