Braccio di ferro con l’Europa per la Manovra, Ok di Moody’s
OGGI SUL TAVOLO DEL CDM
Sale a 30 miliardi il valore della Legge di stabilità oggi sul tavolo del consiglio dei ministri.
Dovrebbe prevedere, tra l’altro, la stabilizzazione del bonus da 80 euro per i redditi inferiori a 1500 euro, 6,5 miliardi per eliminare integralmente il costo del lavoro dalla base imponibile dell’Irap, 1,5 miliardi per alimentare i nuovi ammortizzatori sociali collegati al Jobs Act. Possibile l’anticipo del Tfr in busta paga.
Da dove arriveranno i soldi?
Dai tagli alla spesa, dal ricorso al deficit, da entrate fiscali di vario genere.
Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan conferma: «L’Italia manterrà il rapporto deficit/Pil al di sotto del 3%, rispettando le regole europee», ha detto, precisando che l’aggiustamento del deficit per quest’anno è limitato allo 0,1% e che il pareggio di bilancio slitta al 2017.
«Un ritardo dovuto al fatto che ad aprile, quando vennero assunti gli impegni di consolidamento, la previsione di crescita era l’1,1% più alta di oggi per il 2015: il contesto si è altamente deteriorato».
C’è il rischio- bocciatura da parte della Ue, che chiedeva un intervento minore per correggere il deficit strutturale: ieri il premier Matteo Renzi ha parlato con il presidente della Commissione europea, Claude Juncker.
A sostegno del governo arriva Moody’s, che conferma il rating Baa2 sull’Italia, in virtù «dell’accelerazione degli sforzi sulle riforme e della tenuta dei conti pubblici, che compensano l’impatto della ricaduta in recessione».
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