Annuario Istat 2015: preoccupazioni per giustizia, criminalità
Dalle carceri alla giustizia, l’Italia ancora resta indietro
Nell’annuario Istat 2015 giustizia, criminalità e sicurezza confermano uno spaccato del Paese preoccupante, anche se con qualche segnale positivo.
Il carico dell’arretrato nel settore civile, pur registrando un calo del 3,3%, costituisce un vero e proprio “tappo” con 4 milioni e mezzo di cause da smaltire, e nel settore penale le cose non vanno meglio con l’aumento dei reati che più preoccupano, come i furti in casa, o il sovraffollamento delle carceri, una piaga non superata.
La mappatura della tipologia dei reati indica un aumento di quelli contro il patrimonio, e un calo di quelli contro la persona.
Annuario Istat 2015: BOOM DI FURTI
Nel dettaglio, l’Istat rileva che nel 2013, sono stati 2.892.155, circa 48 ogni mille abitanti, i delitti denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria, in aumento del 2,6% rispetto al 2012.
Diminuiscono gli omicidi volontari consumati (-4,9%) e, al loro interno, quelli di tipo mafioso (-23,5%), tornano ai livelli del 2011. In calo anche i tentati omicidi (-7,9%), le lesioni dolose (-4,6), le violenze sessuali denunciate (-4,3%) e lo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione (-10,4%).
Truffe e frodi informatiche registrano un deciso aumento (+20,4%), in crescita estorsioni (+6,3%), rapine (+2,6%) e furti (+2,2%) e per quelli nelle abitazioni le statistiche rilevano che hanno segnato addirittura un +48,6% nel periodo 2010- 2013.
Tra gli altri dati aumentano i divorzi (il 6,3% in più rispetto al 2012).
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