A Riga vertice sulla Grecia: la Merkel vuole l’intesa
La politica riprende in mano il dossier Grecia, facendo passare in secondo piano default, sostenibilità del debito, deficit e piani di risanamento.
Dopo estenuanti negoziati si tenta di delineare un’intesa, in un trilaterale, a margine del vertice Ue a Riga, in Lettonia, tra Alexis Tsipras, Angela Merkel e François Hollande.
L’occasione è simbolica perché a Riga i nodi geopolitici dell’Unione fanno i conti con le tensioni sui confini orientali.
Facendo apparire come illusoria l’idea che il Paese — affacciato sul Medio Oriente e con Mosca attratta dall’idea di avvicinarlo alla sua sfera d’influenza — possa essere lasciato alla deriva. «Non è qui a Riga che negoziamo la questione, ma è vero che questo ci permetterà di preparare l’Eurogruppo atteso a fine mese o a inizio di giugno», spiega il presidente francese: il «mini-summit» a margine punta a «tratteggiare la soluzione».
Questa volta avviene a ridosso dell’ora X per Atene. Le casse statali rischiano di esaurirsi nel giro di due settimane, e del resto fra giugno e agosto scadono undici miliardi di debiti, sette dei quali dovuti solo alla Bce. Una bomba ad orologeria che fa paura al Fondo monetario internazionale e anche all’amministrazione Usa.
Mentre il suo ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble lancia messaggi inflessibili («il default non è da escludere, e l’ottimismo di Atene non è giustificato »), Angela Merkel prova a dare sostanza al suo auspicio: un accordo entro fine mese.
Sempre che le aperture di Tsipras non vengano silurate dalla base del partito.
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