Modifiche valore nominale
Un ente emittente può modificare il valore nominale di un’azione per diversi motivi. La valuta del valore nominale viene modificata.
Se un’impresa esegue un frazionamento azionario o un frazionamento azionario inverso, il valore nominale dovrà essere modificato mantenendo lo stesso rapporto di cambio del corso dell’azione.
Di norma si verifica che presso gli enti emittenti che si trovano in difficoltà finanziarie, si cerca spesso di attirare capitali mediante un’emissione. Con un’emissione l’ente emittente dovrà versare un’imposta sul capitale sul valore nominale.
Quindi il valore nominale può essere ridotto per ottenere un importo inferiore dell’imposta sul capitale dovuta.
Inoltre l’ente emittente non può emettere un’azione al valore nominale (ciò è previsto dalla legge).
La conseguenza dell’abbassamento del valore nominale di un’azione come spiegato qui sopra è che la posizione finanziaria dell’ente emittente peggiora, poiché l’importo del capitale azionario presente in bilancio diminuisce.
Per ovviare a questa riduzione sarà necessario attirare un volume superiore di fondi di terzi. Ciò comporta delle spese sugli interessi superiori.
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