Conti deposito e Quantitative easing: i tassi si ridurranno ancora
C’era una volta la gallina dalle uova d’oro: il conto deposito che offriva rendimenti lordi del 5% semplicemente per parcheggiare il denaro.
Le banche hanno pero superato la fase più acuta della crisi e da tempo non sono più costrette a offrire quei tassi pur di catturare liquidità.
Con la Bce che allevia ulteriormente il costo delta raccolta tramite il potente quantitative easing (QE), è verosimile che i tassi si riducano ancora di più nei prossimi mesi, con qualche distinguo però: «La contrazione dovrebbe riguardare solo marginalmente i tassi di punta, che sembrano prossimi ai minimi fisiologici necessari per attrarre clientela), vedi La Bce comprerà bond, ma l’80% dei rischi sarà su Bankitalia.
La mossa della Bce potrebbe quindi creare un mercato a due velocità: da una parte le banche che devono lanciare nuovi prodotti, creare un portafoglio clienti o che per ragioni particolari pagano il denaro più della media dei propri competitor.
(Queste garantiranno ancora tassi di circa 2 punti percentuali superiori a quelli dei titoli di Stato perchè sono interessate a mantenere prodotti a queste condizioni; le altre offriranno invece rendimenti inferiori all’1,5% e sostanzialmente usciranno dal mercato dei Conti deposito, almeno per il momento).
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