martedì 13 giugno 2017
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Il Btp Italia conviene anche senza inflazione
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Il Btp Italia conviene anche senza inflazione

Il Btp Italia conviene anche senza inflazione

La scomparsa dell’inflazione in Italia e in Europa ha inevitabilmente smorzato l’interesse intorno ai titoli indicizzati al costo della vita.

Una dimostrazione concreta arriva dal bilancio della settima commissione dcl BTP Italia, quella di ottobre: sono stati raccolti ordini per 7,5 miliardi, un risultato importante, equivalente però a meno della meta di quanto raccolto ad aprile.

I titoli indicizzati all’inflazione esprimono tutte le loro potenzialità nelle fasi di aumento dei prezzi, perchè adeguano le cedole ai rincari garantendo i ritorni reali.

Ma la cosa apparentemente incomprensibile oggi e che i BTP Italia, nonostante siamo in un contesto di inflazione a zero, restano competitivi rispetto ai titoli a tasso fisso.

Si tratta di un fenomeno amplificato dalle eccezionali condizioni di mercato: l’enorme massa di liquidità affluita sui mercati, e l’intervento intervento diretto della Bce (quantitative easing), hanno schiacciato pesantemente i rendimenti dei Paesi periferici.

Il BTP decennale tradizionale scivolato sotto il 2%, livelli mai visti nella storia.

Questa dinamica ha valorizzato la peculiarità dei BTP Italia, quella di garantire un rendimento reale minimo prestabilito in fase di collocamento.

Questo significa che in qualsiasi condizione di mercato il BTP Italia farà meglio del titolo nominale con simile scadenza.

La situazione non muta qualora ci dovesse essere deflazione perchè il rendimento reale è sempre garantito anche in caso di discesa dei prezzi.

Nelle scadenze fino a tutto il 2020 i titoli indicizzati non hanno in pratica concorrenti.

Il quadro quindi non può che migliorare: difficile infatti ipotizzare che l’inflazione resti piantata intorno allo zero per i prossimi sei anni, anche se la Bce ha appena abbassato allo 0,7 % le stime per il 2015 in Europa.

Già a ottobre l’indice dei prezzi al consumo generale italiano e quello Foi a cui sono indicizzati i titoli, ha registrato un incremento tendenziale dello 0,1% uscendo di fatto dalla situazione di deflazione che si era verificata nel mese di settembre.

Ma su quale titolo puntare in questa fase?

Nella scelta del BTP è fisiologico che la scadenza più lontana garantisca un ritorno maggiore, ma in questa eccezionale situazione di mercato si sta verificando un fenomeno inconsueto, il BTP Italia che oggi appare più interessante in termini di ritorni non è l’ultimo emesso.

Un altro elemento curioso è rappresentato dal fatto che la penultima emissione del BTP Italia ha oggi un rendimento reale leggermente superiore rispetto all’ultima emissione.

Quindi, nonostante la scadenza sia più ravvicinata, il ritorno è maggiore, un caso abbastanza inconsueto che rende la penultima emissione più interessante anche se stiamo parlando di pochi decimi di punto .

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