martedì 11 luglio 2017
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Visco alle banche: aiuti pubblici non da escludere

Visco alle banche: aiuti pubblici non da escludere

Visco alle banche: aiuti pubblici non da escludere

Il capo di Bankitalia: «Salvare la fiducia nel sistema»
L’Abi attacca: «Rivedere il bail-in, è incostituzionale»

Come risolvere il grande rebus delle banche italiane, i crediti inesigibili? La via principale è «un intervento di mercato».
Ma, considerando «il contesto di elevata incertezza» e lo scenario inedito aperto dalla Brexit, è pronto a entrare in campo il settore pubblico, sia pure solo «in via precauzionale» e sempre all’interno del quadro normativo europeo «che prevede la possibilità di interventi pubblici di natura precauzionale anche sul fronte della capitalizzazione, con riferimento ai risultati delle prove di stress».
Si tratterebbe di sostenere eventuali aumenti di capitale che sempre sul mercato non dovessero andare a buon fine.

Lo ha spiegato il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco all’assemblea dell’Abi (Associazione bancaria italiana). Del resto, la situazione è delicata e per quanto il problema dei crediti non venga considerato di «emergenza» lasciare precipitare le cose potrebbe portare a evoluzioni «impreviste ». Mentre il Fondo Monetario Internazionale fa pressing perché si faccia pulizia nei bilanci delle banche usando, nel caso di rischi sistemici, la flessibilità prevista dalle regole.

Sul tema è intervenuto anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: «Il sistema italiano è solido soprattutto se confrontato con quelli degli altri Paesi», tuttavia presenta «elementi di criticità » da risolvere «con soluzioni di mercato, complesse ma possibili ed efficaci se guidate da atteggiamento di cooperazione ».

Nell’area euro i crediti deteriorati ammontano, secondo l’Fmi, a 900 miliardi di euro (dati giugno 2015), contro i 932 miliardi di fine 2014.

Piazza Affari accoglie bene le parole di Visco e Padoan: l’indice Ftse Mib segna un +4,08%, miglior dato in Europa.

E rifiata anche il Monte dei Paschi (+5,4%), che lavora a una “cessione lampo” di crediti deteriorati per 10 miliardi di euro, quanto la Bce ha chiesto di vendere entro il 2018. Ma ci sono altri temi sul tavolo: il presidente Abi Antonio Patuelli chiede una revisione del bailin perché «incostituzionale», in quanto prevede perdite a carico degli obbligazionisti e depositanti di banche in crisi, violando secondo l’Abi la tutela del risparmio prevista dall’articolo 47 della Carta.
Patuelli ha chiesto anche un’Europa con meno burocrazia e ha negato che nel nostro Paese ci siano troppe banche e sportelli: i dipendenti bancari in Italia «sono meno della metà di quelli della Germania e inferiori di un quarto a quelli della Francia ».

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