giovedì 27 luglio 2017
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Unicredit sotto attacco hacker, salvi i conti

Unicredit sotto attacco hacker, salvi i conti

Unicredit sotto attacco hacker, salvi i conti

Violati i dati di 400 mila clienti di Unicredit. Aperta un’indagine della Procura. I consumatori: «Occhio alle truffe»

Torna l’incubo degli attacchi hacker.
Questa volta è un instituto di credito a finire nel mirino dei pirati del web. Unicredit ha infatti comunicato di aver subito un’intrusione informatica ai dati di 400 mila clienti italiani relativi solo a prestiti personali anche se nessun codice o password che permetta di operare senza autorizzazione sui conti correnti sarebbe stato carpito.
A comunicarlo è stata la stessa banca Unicredit precisando che la falla si era aperta «attraverso un partner commerciale esterno italiano».

Una prima violazione sarebbe avvenuta nei mesi di settembreottobre 2016, mentre il secondo attacco risale a pochi giorni fa. Unicredit (che ieri in Borsa ha perso lo 0,41%) ha annunciato un esposto mentre la Procura di Milano ha aperto un’indagine per accesso abusivo al sistema informatico e violazione della privacy. Per quanto si tratti con tutta probabilità di una delle violazioni più massicce mai subite da una banca italiana, l’intrusione non si è tradotta in un furto di denaro. Una consolazione non da poco, se si considerano i precedenti internazionali: basti pensare ai 2,5 milioni di sterline sottratti lo scorso novembre dai pirati informatici ai clienti della britannica Tesco Bank, o agli 81 milioni di dollari sottratti nel febbraio 2016 alla banca centrale del Bangladesh.

Intanto le associazioni dei consumatori mettono in guardia: «Gli hacker potrebbero inviare ai clienti Unicredit email personalizzate, con il logo contraffatto dell’istituto, invitandoli ad accedere al sito per motivi di sicurezza, prendendo a pretesto proprio l’attacco», avverte Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Tra i consigli offerti, quello di non accedere a nessun sito «cliccando da un indirizzo elettronico ricevuto via email», non rispondere ad email «senza aver prima verificato l’indirizzo di provenienza», non aprire mai allegati «senza aver prima accertato l’effettiva provenienza dell’email», oltre a cambiare «periodicamente» la password.

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