giovedì 13 luglio 2017
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Ue: (Pnr) registro dei nomi dei passeggeri in 28 Paesi
Ue: (Pnr) registro dei nomi dei passeggeri in 28 Paesi

Ue: (Pnr) registro dei nomi dei passeggeri in 28 Paesi

Ue: (Pnr) registro dei nomi dei passeggeri in 28 Paesi

Passenger name record (Pnr), che tradotto vuol dire “registro dei nomi dei passeggeri”, una sigla che sentiremo spesso da oggi in poi.

Il tempo per discutere è scaduto, la paura spinge la Ue a siglare una prima intesa, non ancora operativa, sul sistema di registrazione dei dati dei passeggeri nell’aviazione civile.

«Abbiamo concluso un accordo fra governi sulla direttiva Pnr, che si concluderà definitivamente il 15 dicembre e riguarda i voli intraeuropei», ha spiegato il nostro ministro degli Interni Angelino Alfano.
Per sei mesi gli inquirenti potranno accedere liberamente al registro dei nomi dei passeggeri (passenger name record, da qui Pnr), che riassume i riferimenti personali principali di chi vola.
Ovvero, dati anagrafici, il numero del biglietto e del posto, lo scalo di partenza e quello di arrivo, lo strumento di pagamento utilizzato e il luogo – anche online – in cui l’acquisto è avvenuto.
Informazioni che vengono già archiviate (dunque nulla cambia per i passeggeri) ma che saranno disponibili su richiesta, non in automatico, per tutte le polizia europee. Una decina di Paesi aveva già attivato questa procedura, ora estesa ai 28 Stati Ue, con sistemi simili, in modo da facilitare il lavoro degli inquirenti.

Scaduti i 6 mesi, i dati verranno conservati per altri 4 anni e mezzo ma protetti da maggiori tutele.
La privacy verrà difesa dalle specifiche autorità nazionali e con la nomina di uno specifico addetto di controllo. L’obiettivo è tracciare i terroristi o i sospettati di gravi reati.
Il Pnr sarà operativo «appena possibile », dice il commissario Ue Dimitris Avramopoulos. Tempi tecnici permettendo.

Il registro con i nomi dei passeggeri (Pnr) accessibile alle polizie di tutta Europa

Alfano ha parlato ieri anche di «un rafforzamento di Europol, con una collaborazione più forte tra la polizia europea e le agenzie, a cominciare da Fronterrotex » ma l’imminenza del Giubileo, al via a Roma martedì (in luglio erano 33 milioni i pellegrini attesi) spinge a una riflessione sull’accordo di libera circolazione siglato a Schengen.
Che l’Italia non vuole sospendere. «Non mi pare un’idea del tutto compatibile con l’accogliere pellegrini quella di rendere più complicato l’accesso», spiega Alfano. «Dobbiamo avere un controllo efficace su chi entra». Un fronte che altrove resta sollecitato: l’inverno non ferma il flusso di profughi sulla rotta balcanica e migliaia di migranti mediorientali e africani da settimane sono bloccati nella terra di nessuno al confine fra Grecia e Macedonia.
Quest’ultimo Paese accetta infatti solo profughi da zone di guerra in Siria, Iraq e Afghanistan. Intanto, il parlamento tedesco ha approvato la missione militare di sostegno alla Francia contro l’Isis: Berlino invia sei tornado di ricognizione, un aereo di rifornimento in volo, satelliti e una nave da guerra.

E mentre Francia e Belgio cercano altri due sospetti legati agli attacchi di Parigi, secondo l’intelligence europea e americana è Londra la città che più rischia nuovi blitz jihadisti.

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