martedì 11 luglio 2017
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UE boccia i conti italiani, serve manovra da 3,4 miliardi
Lettera Ue: in Italia conti pubblici a rischio

UE boccia i conti italiani, serve manovra da 3,4 miliardi

UE boccia i conti italiani, serve manovra da 3,4 miliardi

Bruxelles chiede rapide correzioni: deficit eccessivo, pronta a sanzioni, ed il governo riflette.

Ci risiamo con i compiti a casa. E questa volta vanno ultimati in fretta, entro il 1° febbraio, altrimenti Bruxelles è pronta a punire l’Italia con una nuova procedura d’infrazione per deficit eccessivo: in altre parole, ci commissiona e decide per conto suo dove tagliare.
L’Europa bacchetta di nuovo i conti pubblici italiani e chiede al governo di metterli a posto per non allontanarsi dagli obiettivi previsti dal patto di stabilità.

Alla venticinquesima riga della lettera inviata ieri al ministero dell’Economia, la commissione Ue quantifica lo «sforzo» richiesto al Tesoro: lo 0,2% del Pil.
Morale: Padoan deve spiegare entro le prossime due settimane dove intende trovare 3,4 miliardi (lo 0,2% del Pil appunto) per ridurre il deficit strutturale del Paese, cioè quel dato che indica di quanto le spese in un anno superino gli introiti dello stesso arco di tempo, senza considerare gli interventi una tantum come quelli previsti dalla manovra per le emergenze sisma e migranti (promossi dall’Ue).

Il braccio di ferro tra Roma e Bruxelles sui conti non è certo iniziato ieri: la lettera sottoscritta dal vicepresidente della commissione Valdis Dombrovskis e dal commissario agli affari economici Pierre Moscovici riprende ed estende le osservazioni già mosse all’Italia a novembre, quando Bruxelles aveva accesso il faro sulla manovra perché, a suo dire, rischiava di allontanare dal percorso di riduzione del debito.

L’Ue si aspetta «una risposta pubblica che comprenda impegni specifici sufficientemente dettagliati e un chiaro calendario per la loro rapida adozione».
Un’attenzione ai conti che per il capo dello Stato Sergio Mattarella «è giusta» ma «lo stesso rigore sia utilizzato anche quando gli Stati sono inadempienti sull’immigrazione».

La lettera è sul tavolo dei tecnici del Tesoro e per ora il governo si limita a far trapelare che «se, come e quando intervenire verrà deciso nei prossimi giorni».
Ma nella visione del ministro Pier Carlo Padoan la riduzione del debito non passa dall’austerità (cioè dai tagli o dalle tasse) bensì dalla crescita e dagli investimenti.

Le opposizioni si scagliano contro un unico bersaglio: l’ex premier Matteo Renzi.
Per Renato Brunetta (Forza Italia) la lettera Ue è il frutto di «una politica economica di mance per comprare il consenso», per Alessandro Di Battista (M5S) «l’Ue presenta il conto e arrivano nuovi tagli».

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