mercoledì 12 luglio 2017
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Ucraina, tregua appesa a un filo: vigilia di sangue

Ucraina, tregua appesa a un filo: vigilia di sangue

Ucraina, tregua appesa a un filo: vigilia di sangue

Tanti dubbi sulla tenuta del cessate il fuoco: anche ieri bombe e morti nell’Est del Paese.

Ufficialmente la tregua in Ucraina, come sancito dal difficoltoso vertice di Minsk, è iniziata nella notte appena trascorsa dopo la mezzanotte. Per vedere se il cessate il fuoco sarà rispettato dovremo aspettare, però, le prossime ore.

L’avvicinamento all’ora «x» è stato costellato da bombe, scontri, violenze e minacce. I separatisti filorussi in 24 ore avrebbero sferrato 120 attacchi.

Ci sarebbero almeno 10 morti e un centinaio di feriti. In fiamme Debaltseve, dove i ribelli hanno promesso che i combattimenti continueranno. Lanci di razzi hanno investito la città di Artemivsk, a circa 40 chilometri a nord. Un colpo di mortaio ha fatto, invece, almeno un morto a Donetsk.

Il comando ucraino ha poi reso noto che intensi combattimenti si sono verificati a Shirokino, un villaggio situato sulla costa del mare di Azov, una decina di chilometri ad est di Mariupol. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il presidente francese, François Hollande, hanno avuto un colloquio telefonico con il presidente ucraino Petro Poroshenko manifestando il loro sostegno alla tregua.

«Se in Ucraina non si arriverà alla pace, sarà introdotta la legge marziale in tutto il Paese», ha minacciato poi il presidente ucraino. A inasprire il clima è arrivata anche una nota del ministero degli Esteri russo, che ha accusato gli Stati Uniti e gli alleati occidentali di aver distorto il senso dell’accordo di Minsk.

L’ultima doccia fredda per la precaria economia ucraina è arrivata dall’agenzia finanziaria americana Fitch, che ha abbassato il rating del credito sovrano da CCC a CC, ad un passo dal default, nonostante il colossale piano di aiuti finanziari annunciato giovedì scorso dal Fmi.

E, come se non bastasse, proprio ieri il premier ucraino Arseni Iatseniuk ha annunciato che nel 2015 l’inflazione potrebbe raggiungere la percentuale record del 26%.

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