giovedì 13 luglio 2017
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Tutti salutano Re Giorgio, tranne Grillo e Lega

Tutti salutano Re Giorgio, tranne Grillo e Lega

Tutti salutano Re Giorgio, tranne Grillo e Lega

L’ ADDIO DI NAPOLITANO

Va bene, lo sapevano tutti. Ma la notizia delle dimissioni di Napolitano ieri ha fatto in un attimo il giro del mondo, piazzandosi sui siti dei giornali più importanti, dal Wall Street Journal al francese Le Monde, che potrebbe anche avere altro a cui pensare.

Ma qui si parla del Capo di Stato che più di ogni altro ha «resistito » all’Italia, il suo addio è storico e le reazioni — giustamente — sono infinite.

Dallo Sri Lanka, Papa Francesco ha subito scritto una lettera a Re Giorgio senza più la corona, ringraziandolo «per il suo generoso ed esemplare servizio all’Italia, l’instancabile dedizione al bene comune» e «l’azione illuminata e saggia con cui ha contribuito a rafforzare nella popolazione gli ideali di solidarietà, unità e concordia».

E se il presidente americano Obama lo aveva salutato già una settimana fa, sottolineando il suo contributo alla «stabilità della politica e alla tenuta dell’economia italiana», ieri quello francese, Francois Hollande, in una lettera ha parlato di «impegno infaticabile per la Ue e grande fonte di ispirazione per tutti gli europei ». Era europeo e europeista, Napolitano.

Quindi tra i tanti messaggi non poteva mancare quello della Germania: «Si è trattato di un presidente di grande significato per l’Italia, a cui il Paese deve molto», ha commentato Angela Merkel attraverso il suo portavoce.

INInutile dire che anche da noi i commenti dei politici si sono sprecati. Renzi ha chiesto per il lavoro di Napolitano «gratitudine, emozione e commozione. Ha dimostrato una straordinaria intelligenza politica tanto che tutti i partiti gli hanno chiesto di rifare il presidente, tranne il M5S».

E Grillo in effetti non ha mollato neanche ieri: «Napolitano rinunci alla carica di senatore a vita!», ha twittato.

E se Salvini si augura che il prossimo Capo di Stato non sia «un altro vecchio rottame di sinistra, schiavo di Bruxelles e magari merce di scambio tra Renzi e Berlusconi », il leader di Forza Italia spera che «il nuovo eletto non sia il seguito di tre presidenti di sinistra, che hanno portato il Paese a questa condizione di non democrazia».

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