lunedì 12 giugno 2017
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Trump attacca Berlino: sfrutta una moneta debole
Donald Trump Presidente USA

Trump attacca Berlino: sfrutta una moneta debole

Trump attacca Berlino: sfrutta una moneta debole

Cortocircuiti polemici mentre Trump avanza: ieri ha licenziato Sally Yates, il ministro della Giustizia reggente e ultima superstite in carica dell’era Obama. La sua colpa, aver ordinato al suo dipartimento di non difendere il bando ordinato dalla Casa Bianca 90 giorni per gli arrivi da sette Paesi islamici e di 120 giorni per tutti i rifugiati quando verranno esaminati i ricorsi nei tribunali.

La Yates, subito eroina dei gruppi anti Trump come il Women’s March, è stata sostituita, per ora, da Dana J. Boente, in attesa di Jeff Sessions. Non è il solo cambio: il responsabile ad interim dell’Ufficio immigrazione e frontiere, Daniel Ragsdale, lascia l’incarico a Thomas Homan, «che contribuirà ad attuare le nostre leggi coerentemente con i nostri interessi».
E che aveva già lavorato nel settore per Obama, venendo pure premiato.
Anche se l’Onu parla di «misure non basate su una solida intelligence», Washington difende i suoi “stop” alle frontiere «imposti per rivedere il sistema di accoglienza e visti» e concede solo l’ingresso a 872 profughi (fermarli causerebbe loro «difficoltà ingiustificate»).

Ma i «controlli estremi» su chi entra potrebbero riguardare anche i social media.
D’altra parte, ben 900 funzionari del dipartimento di Stato hanno formalizzato il loro dissenso verso Trump e c’è chi fa notare che i provvedimenti presi in passato dai democratici e che, secondo Trump, erano simili ai suoi presentavano differenze: Obama, nel 2011, bloccò le richieste di asilo dei cittadini dall’Iraq (dopo l’arresto di due terroristi in Kentucky), non da tutti i Paesi.

BCE: Uniti restiamo in piedi, divisi cadiamo

Intanto, è scontro anche su altri temi. Peter Navarro, il numero uno del consiglio nazionale per gli scambi commerciali della Casa Bianca, accusa la Germania di sfruttare un euro «esageratamente sottovalutato» per «approfittarsi» degli Stati Uniti e dei suoi partner europei.

Berlino sarebbe così uno dei maggior i ostacoli all’accordo commerciale fra Usa e Ue. «Abbiamo sempre incoraggiato la Bce a fare una politica indipendente», replica la Merkel.
E Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, twitta un appello chiaro alla Ue: «Uniti restiamo in piedi, divisi cadiamo»

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