giovedì 13 luglio 2017
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Titoli di Stato, la Bce rimanda: Borse deluse
Mario Draghi BCE

Titoli di Stato, la Bce rimanda: Borse deluse

Titoli di Stato, la Bce rimanda: Borse deluse

Draghi non annuncia l’acquisto di bond «L’inflazione e la crescita restano lente» Milano a -2,77%, peggiore nell’Eurozona

Le aspettative del mercato sono andate deluse: al termine del consiglio direttivo della Banca centrale europea, il presidente Mario Draghi non ha annunciato l’atteso «quantitative easing» (acquisto di titoli di Stato con denaro di nuova emissione) precisando tuttavia come, per vararlo, non occorra il voto unanime della stessa Banca centrale europea.

«Si tratta di una decisione molto importante di politica monetaria, può essere disegnata in modo da avere un consenso. Sono fiducioso, ma dobbiamo ricordare sempre che abbiamo un mandato molto chiaro e non tollereremo una deviazione prolungata dalla stabilità dei prezzi».

La Bce, tuttavia, ha tagliato le previsioni di crescita dell’Eurozona (aumento del Pil a 0,8% nel 2014 rispetto allo 0,9% di tre mesi fa, all’1% nel 2015 invece dell’1,6%) e ha rivisto in modo secco le stime dell’inflazione, prevista solo allo 0,7% nel 2015. «Abbiamo visto come il dato sia sceso allo 0,3% annuo in novembre dallo 0,4% di ottobre — spiega Draghi —: il trend è dovuto a prezzi dell’energia più bassi ma anche alla componente dei servizi, che ha subito una revisione al ribasso in tre Paesi dell’Eurozona ».

Di più: «L’inflazione potrebbe scendere ancora per l’andamento dei prezzi del petrolio », tanto che gli analisti prevedono un dato vicino allo zero a fine anno, un possibile passaggio in territorio negativo a inizio 2015 e un livello basso anche nel 2016. Il calo del prezzo del petrolio è particolarmente sotto esame: da una parte «cresce il potere d’acquisto delle famiglie», dall’altra si rischiano ripercussioni negative sulle retribuzioni. «Il consiglio direttivo resta unanime — commenta Draghi — sul ricorso a ulteriori misure non convenzionali nel caso di un prolungarsi dei rischi di un’inflazione troppo bassa».

Gelate le Borse, che reagiscono male alla spaccatura all’interno della Bce: Milano, maglia nera dell’Eurozona, ha perso addirittura il 2,77% a 19.424 punti con le banche al centro delle vendite. L’indice Ftse100 di Londra ha ceduto lo 0,55% a 6.679,37 punti, il Dax di Francoforte l’1,21% a 9.851,35 punti.

Ma gli analisti pensano che la Bce inaugurerà a gennaio il quantitative easing, tanto osteggiato dalla Germania.

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