giovedì 13 luglio 2017
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Tavolo sindacati parti sociali e vertice europeo del lavoro

Tavolo sindacati parti sociali e vertice europeo del lavoro

Tavolo sindacati parti sociali e vertice europeo del lavoro

Il governo prova ad accelerare sul Jobs Act in una settimana che si preannuncia decisiva e piena di insidie. «Abbiamo la necessità di un’approvazione rapida e certa, ha detto, ieri, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

Ci sono i regolamenti parlamentari che non possiamo violare, ma mercoledì al vertice europeo del Lavoro deve essere chiara la volontà del governo di voler fare le cose».

Propositi chiari, ma sono tanti gli attori con cui il premier Matteo Renzi dovrà confrontarsi.

Domani, intanto, comincia il tavolo con i sindacati e le parti sociali.

Il tema caldissimo è quello dell’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che riguarda il reintegro in caso di licenziamento illegittimo.

Accanto al reintegro per i licenziamenti discriminatori, «mai stati in discussione», ha sottolineato Poletti, saranno previsti specifici «casi di reintegro» del posto di lavoro «per i licenziamenti disciplinari che poi saranno risolti nel testo del decreto » delegato.

Altri nodi della discussione saranno anche la rappresentanza sindacale, il salario minimo e contrattazione decentrata. «Il lavoro è la nostra emergenza», ha ricordato il presidente del Consiglio, che poi, ieri, è tornato a insistere sul trattamento di fine rapporto in busta paga entro il 2015 nonostante il no di Confindustria.

Il governo sembra, intanto, orientato a chiedere mercoledì la fiducia sul testo votato dalla commissione lavoro del Senato che fa rif e r i m e n t o alle nuove assunzioni con contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti.

Una decisione che vede il Pd spaccato.

Una minoranza del partito è pronta a promettere battaglia. «Renzi ha affrontato molto male la discussione sull’articolo 18: vuole essere la nuova sinistra, ma fa la destra di dieci anni fa», ha detto Pippo Civati.

Voci di dissenso arrivano anche da Rosy Bindi: «Sull’articolo 18 voto come ritengo di votare».

I tempi sono stretti. Il testo arriverà in Senato solo domani.

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