venerdì 14 luglio 2017
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Standard&Poor’s boccia il rating dell’Italia: il rating giù a Bbb-

Standard&Poor’s boccia il rating dell’Italia: il rating giù a Bbb-

Standard&Poor’s boccia il rating dell’Italia: il rating giù a Bbb-

L’agenzia boccia le riforme: «Con il Jobs Act non si creerà lavoro nel breve termine»

L’agenzia Standard &Poor’s boccia il rating dell’Italia (il giudizio che serve agli investitori come guida per valutare la capacità di uno Stato di ripagare i sottoscrittori).

E abbassa il ”voto” sul Paese: «Aumento del debito, crescita debole, bassa competitività » ci costano il taglio del merito di credito da BBB con outlook (la previsione) negativo a BBB- con outlook stabile.

Un gradino sotto, comincia il «grado di non investimento », la zona negativa della “classifica”. Spiega Standard&Poor’s.

«Abbiamo notato che Renzi ha fatto alcuni progressi con il suo Jobs Act» ma «non crediamo che le misure previste creeranno occupazione nel breve termine. Come conseguenza, il già elevato tasso di disoccupazione potrebbe peggiorare fino a che non arriverà una sostenibile ripresa economica».

L’agenzia sottolinea inoltre che i «decreti attuativi» della riforma potrebbero «essere ammorbiditi » e ciò «potrebbe accadere alla luce di una opposizione crescente ». Un Paese visto come ostile alle riforme e che sconta già altri limiti: «Un settore dei servizi non riformato; una giustizia lenta e costosa; un alto cuneo fiscale». E un costo dell’energia non competitivo.

L’«outlook» (la prospettiva) è indicata come stabile per «l’aspettativa che il governo riuscirà a implementare gradualmente delle riforme di bilancio e strutturali », nonché il fatto che «i bilanci delle famiglie resteranno abbastanza forti da assorbire ulteriori aumenti del debito pubblico».

Per Standard&Poor’s «il governo si sta gradualmente muovendo verso l’avvio di alcune importanti riforme» ma il giudizio, che era stato sospeso in giugno, ora riflette minor fiducia. «Lo spread è sceso sotto i 120.

Continua a scendere lo spread, ma essendo una buona notizia, non va oltre i trafiletti. Solo per ricordare: eravamo a 200 nove mesi fa», commenta il premier Matteo Renzi. «Non è una bocciatura del Jobs Act», si dice a Palazzo Chigi: «Le riforme vanno bene, ma bisogna andare più veloci».

L’opposizione attacca: «Le aspirine di Renzi non servono: chiediamo flat tax e doppia moneta», spiega Forza Italia.

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