lunedì 12 giugno 2017
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Si Camera Legge di Stabilità, mercoledì al Senato
Si Camera Legge di Stabilità, mercoledì al Senato

Si Camera Legge di Stabilità, mercoledì al Senato

Si Camera Legge di Stabilità, mercoledì al Senato

Entro mercoledì si chiude per la Legge di Stabilità al Senato, in cui tutto è più traballante, servirà la fiducia.
Sabato notte, invece, la Camera ha fatto le ore piccole, emendamento dopo emendamento: per la Manovra 297 sì, 93 contrari e 4 astenuti.

La seduta è stata sospesa e riconvocata alle 3 per l’ultima sforzo oltre gli sbadigli, la votazione della «nota di variazione» approvata dal governo e dalla commissione Bilancio.
Alla fine, il testo è uscito da Montecitorio con qualche pagina e alcuni miliardi in più: si arriva a 30 e, tra le modifiche più robuste, il fondo di solidarietà per i piccoli obbligazionisti che hanno visto evaporare i risparmi di una vita per il salvataggio delle banche.

E ancora le misure per favorire gli investimenti al Sud, le assunzioni di medici e infermieri e, in extremis, il bonus sotto forma di card alle famiglie con tre figli minori.
Ma “pesa” di più la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia: da sola vale 16,8 miliardi per il 2016. Ossigeno per i consumatori, mentre con l’abrogazione di Imu e Tasi a sorridere sono i 19 milioni di famiglie proprietarie di casa.

E poi il pacchetto sicurezza-cultura partorito dopo il dolore e la paura di Parigi: vale 2,6 miliardi, parecchio, al punto che il governo ha dovuto alzare l’asticella della flessibilità sul deficit dal 2,2 al 2,4%.
E senza attendere il temuto parere della rigida Commissione europea: a Bruxelles daranno la sentenza in primavera.

OK della Camera alla Legge di Stabilità

Il ministro Carlo Padoan: Più credibili col calo del debito

Da oggi, la Legge di Stabilità approda a Palazzo Madama in terza lettura, ma il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha già diffuso un certo ottimismo: «È un ulteriore passo avanti, il buon andamento dell’economia aiuterà nel 2016 al calo del debito pubblico dopo otto anni e alla maggiore credibilità del Paese». In un focus lo stesso ministero ha confermato per il 2018 il pareggio di bilancio strutturale e ha sostenuto che i due passaggi parlamentari hanno reso la legge di stabilità «più espansiva».

L’entusiasmo è contagioso dalle parti del governo, anche se ieri il premier all’Arena di Giletti su Rai 1, da un lato ha annunciato che «nel 2016 faremo più dell’ 1,5% sul Pil», e dall’altro ha ammesso: «Non sono ancora soddisfatto, i segnali di ripresa ci sono ma ci vuole tempo.
L’Italia è come se fosse guarita ma ancora non sta bene».
Poi il chiarimento sul grosso «più» del prodotto interno lordo previsto per l’anno venturo: «L’importante è che ci credano gli italiani, è tutto nelle nostre mani ».

La polemica, invece, l’ha riservata al Movimento 5 Stelle, che «non era in aula» quando la Camera faceva notte: «Loro fanno opposizione solo quando sono accese le telecamere». Frecciata velenosa, ma non quanto quella a Matteo Salvini: «Faccia l’europarlamentare e non solo viaggetti in Russia».

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