venerdì 9 giugno 2017
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Scozia: secessione da Londra in risposta alla Brexit

Scozia: secessione da Londra in risposta alla Brexit

Scozia: secessione da Londra in risposta alla Brexit

La premier btitannica May e l’addio all’Ue: Giornata storica ma chiude al sogno indipendentista di Edimburgo.

Quello che il Regno Unito vivrà oggi sarà «uno dei momenti più importanti della storia recente», ha spiegato il premier britannico Theresa May, con l’enfasi dei passaggi cruciali, alla vigilia dell’attivazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona, l’incipit della procedura per l’uscita dall’Unione Europea.
Con l’invio della comunicazione ufficiale, comincia infatti oggi il periodo di negoziati formali di due anni tra l’Ue e il Regno Unito, per stabilire i termini per la Brexit (parola nata dalla fusione tra Britain ed Exit) e fissare le linee guida delle nuove relazioni tra Londra e Bruxelles.
E proprio mentre la Gran Bretagna avvia l’iter per lasciare l’Ue, dopo l’esito del referendum del 23 giugno scorso, la Scozia torna a cullare sogni indipendentisti, e a rilanciare un nuovo referendum popolare per uscire dal Regno.
Pur trovando subito lo stop del governo di Londra: «Non è il momento», la replica di May.

Brexit, iter al via, e la Scozia chiede il referendum bis

La Brexit come passaggio storico, dunque, ma anche come opportunità economica. «Una Gran Bretagna globale potrebbe costruire nuove alleanze al di fuori dell’Ue », ha sottolineato il premier May parlando ieri a un forum di imprenditori del Qatar a Birmingham, durante il quale il Paese del Golfo ha annunciato nuovi investimenti per 5 miliardi nel Regno Unito. Ma la May ha anche sottolineato il desiderio, con l’inizio dei negoziati con Bruxelles, di una «nuova partnership profonda e speciale con l’Unione Europea».
«Non solo costruzione di nuove alleanze» quindi, ma «anche andare oltre nel lavoro con vecchi amici che hanno resistito per secoli al nostro fianco».

Scozia: referendum bis per evitare Brexit

Intanto, proprio mentre Londra compie il primo passo per lasciare l’Ue, il parlamento scozzese vota in maggioranza a favore della richiesta di un referendum bis sulla secessione da Londra, in risposta alla Brexit.
La proposta era stata presentata da Nicola Sturgeon, la first minister e leader indipendentista dello Scottish National Party (Snp). La mozione è stata approvata con 69 voti contro 59. L’Snp della Sturgeon ha ricevuto il sostegno fondamentale dei Verdi scozzesi. Il documento approvato chiede di indire entro i due anni una nuova consultazione popolare sull’indipendenza dal Regno Unito, da tenersi nell’autunno 2018 o nella primavera del 2019, nel periodo indicato per i negoziati sulla Brexit. La Scozia ha già votato in un referendum sull’indipendenza il 18 settembre del 2014, quando il quesito «La Scozia dovrebbe essere un Paese indipendente?» venne bocciato dal 55,4% degli elettori (il 44,6% disse sì, con affluenza dell’85%) e gli indipendentisti furono così sconfitti.

Brexit: il voto deve essere rispettato

«Il nostro voto dev’essere rispettato, ha detto Sturgeon.
Il mandato per il referendum è fuori questione ».
Per la first minister, sarebbe «insostenibile » l’opposizione di Londra alla volontà espressa demo c r a t i c a mente da Edimburgo.
Ma dal premier britannico è già arrivata la doccia fredda: «Non apriremo i negoziati sulla proposta della Scozia.
Non è il momento », ha risposto la May.

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