sabato 15 luglio 2017
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Renzi sulla corruzione: Chi ruba paga e restituisce ogni centesimo

Renzi sulla corruzione: Chi ruba paga e restituisce ogni centesimo

Renzi sulla corruzione: Chi ruba paga e restituisce ogni centesimo

Si chiama «propria», è la corruzione che troppo spesso da queste parti compie un pubblico ufficiale. Presto, però, potrebbe essere punita più duramente: ieri è arrivato l’atteso via libera della commissione Giustizia del Senato, con tanto di inasprimento robusto delle pene.

Si passa dall’attuale forbice 4-8 anni a una nuova, assai più severa, compresa tra 6 a 10.

Dopo l’ok a questo emendamento del governo al Ddl Anticorruzione, la seduta in commissione è stata sospesa e, tra polemiche arroventate, rispedita a martedì. Non l’ha certo presa bene il presidente, Francesco Nitto Palma, quota Forza Italia: ha subito fatto notare che si rischia «l’irrazionalità dell’intero sistema sanzionatorio ».

Più nel dettaglio, la pena per la corruzione rischia di diventare «più rilevante rispetto a quella per la corruzione in atti giudiziari».

Tempestivo il cinguettio esultante, seguito da post più articolato su Facebook: «Un anno fa abbiamo affidato a Raffaele Cantone la guida dell’Autorità Anticorruzione.

Poi con il decreto Madia abbiamo previsto i commissariamenti per gli appalti pilotati. Adesso con il ddl sulla corruzione aumentiamo le pene per i corrotti: chi ruba paga e restituisce fino all’ultimo centesimo», ha scritto ieri pomeriggio Matteo Renzi.

Ma la vera partita si gioca sul terreno minato del falso in bilancio: così, il giallo della giornata si è compiuto attorno all’atteso emendamento sul tema del governo. Alla fine, non è arrivato in commissione e le ultime indiscrezioni lasciano intendere che pioverà direttamente in aula.

Tra l’altro, ieri ci si aspettavano degli straordinari notturni in aula, invece il calendario è stato riscritto e, nonostante lo scambio di accuse, per l’Anticorruzione ci si rivedrà la prossima settimana.

Mossa che spariglia e che non piace neanche un po’ alle opposizioni, tanto che Palma ne ha fatto una questione di tempi: «Se il governo ci avesse pensato prima e non si fosse solo limitato allo spot “da sei a dieci” sarebbe stato meglio».

In generale, è tutta Forza Italia, da sempre sensibile al tema, a puntare il dito: «Non si può trattare il Parlamento come un cavalier servente», l’accusa.

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