giovedì 13 luglio 2017
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Renzi: 80 euro alle mamme che fanno un figlio, per tre anni

Renzi: 80 euro alle mamme che fanno un figlio, per tre anni

Renzi: 80 euro alle mamme che fanno un figlio, per tre anni

Di ottanta in ottanta, tra annunci di bonus e di cantanti. In un salotto inatteso, sulle comode poltroncine bianche di Canale 5.

A casa di Barbara d’Urso ieri Matteo Renzi ha risvegliato l’attenzione sul numero magico: «Dal 1° gennaio 2015 daremo gli 80 euro non solo a chi prende meno di 1500 euro al mese ma anche a tutte le mamme che fanno un figlio per i primi tre anni.

Si tratta di mezzo miliardo destinato alle famiglie». Qualcosa vagamente simile al bonus bebè di berlusconiana memoria, proprio nella tv dell’ex Cavaliere. La comparsata a Domenica Live è servita a chiacchierare di economia e a soffermarsi sulla Legge di Stabilità. Il testo è pronto per essere portato al Colle oggi, come annunciato dal ministro Pier Carlo Padoan, solo qualche minuto prima nello studio più paludato di Lucia Annunziata, su Rai 3. C’è da proteggersi con gli scudi, ma il premier è sembrato pronto alla difesa: «Sono arrabbiati un po’ tutti: regioni, sindacati, magistrati… Non ho la verità in tasca.

Noi siamo al governo da 8 mesi e o tutti facciamo uno sforzo insieme restituendo soldi ai cittadini o non c’è futuro».

Un «gli passerà» è bastato per liquidare l’arrabbiatura delle regioni, sul piede di guerra per i tagli.

Ma sull’ipotesi di tagli alla sanità minacciati dagli enti locali, Renzi non ha girato attorno al problema: «È una vergogna solo a dirlo.

Non tagliamo i servizi ai cittadini. Contemporaneamente però ci sono spese che tranquillamente si possono tagliare. Non è strano che una siringa in una parte d’Italia costi il doppio rispetto ad un’altra, o non ci saranno troppi supermanager? ».

Un suo corregionale, il governatore della Toscana Enrico Rossi, pare d’accordo e ieri ha proposto «un super-ticket per i ricchi» per garantire i servizi sanitari a tutti.

E mentre su Rai 3 Padoan ha immaginato «800mila possibili posti di lavoro in tre anni » grazie alla Manovra e al Jobs Act, su Canale 5 Renzi si è spinto pure sul terreno minato delle unioni gay, con la promessa di portare il tema in Parlamento dopo la legge elettorale. Si è divertito lui e anche la conduttrice in un clima ultraconfidenziale. Bandito il lei e il cognome, tra Barbara e Matteo abbondanza di sorrisini, battute e selfie.

Fino alla domanda della D’Urso per il futuro: «Perché non presenti con me?».

Intanto, il premier si è allenato lanciando la pubblicità e l’ospite in studio dopo di lui: «Adesso arriverà Nino D’Angelo», ha detto. Anzi, ha annunciato.

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