martedì 13 giugno 2017
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Renault: emissioni sospette, crollo in borsa
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Renault: emissioni sospette, crollo in borsa

Renault: emissioni sospette, crollo in borsa

Renault, emissioni sospette: Ma non c’è frode

Dopo Volkswagen, toccò a Renault.
Ieri, velenoso, si è insinuato il sospetto di un nuovo scandalo su emissioni truccate e la Casa francese non ha vissuto la sua migliore giornata in Borsa.
La notizia di alcune perquisizioni in alcuni stabilimenti ha dato il via a uno psicodramma sui mercati ed è dovuto arrivare il soccorso del ministro competente: non ci sarebbero frodi con software manomessi, ma solo sforamenti di limiti.

Perquisiti gli impianti della Casa francese Renault, il governo: «Sui motori sforato solo il Co2» Accuse a Fca in Usa: il titolo perde il 7,9%

Alla fine, il titolo del gruppo ha ceduto «appena» il 10,2%, ma prima delle puntualizzazioni del governo-azionista e dello stesso costruttore il crollo era tragico, intorno al 20.
Più nel dettaglio, in mattinata, un volantino della Cgt, il principale sindacato francese, annunciava la visita degli agenti negli impianti Renault e il sequestro di pc «di numerosi dirigenti».
Il settore oggetto dell’indagine era la divisione «omologazione e messa a punto dei controlli sui motori»: «Questo lascia pensare che queste perquisizioni siano legate all’affare dei motori truccati di Volkswagen », ha dichiarato il sindacato. Renault ha, sì, confermato le perquisizioni, ma ha pure assicurato che non c’era traccia di frode nei controlli sul motore in questione: il 1.600 turbodiesel montato anche su Nissan e Mercedes Classe A e GLA.

A tranquillizzare azionisti, dipendenti e mercati è, comunque, arrivato un tempestivo intervento del ministro francese di Ambiente e Trasporti, Segolene Royal: «Nei primi test sui veicoli del marchio francese e di diversi altri costruttori è stato osservato uno sforamento delle norme sul Co2 e l’ossido di azoto ma nessuna frode», ha puntualizzato. Insomma, stavolta, il software truccato «non esiste».

Ricorderà a lungo questo giovedì anche Fca: secondo le anticipazioni di Automotive News, due concessionari auto di Chicago avrebbero fatto causa al gruppo per essere stati indotti, dietro ricompensa in denaro, a falsificare i dati sulle vendite di auto nell’ultimo giorno del mese, correggendoli poi l’indomani. In realtà, il concessionario sarebbe solo uno e Fca ha subito chiarito e definito «infondato» il caso.
La causa sarebbe stata promossa dal legale interno del concessionario proprio nel momento in cui «Fca discuteva della necessità che quest’ultimo rispettasse gli impegni in base ad alcuni contratti di concessione ».
E, nonostante gli stessi analisti dell’auto abbiano mostrato scetticismo sulle accuse, il titolo è crollato in Piazza Affari: perdeva il 10%, ha chiuso a -7,9%.

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