mercoledì 12 luglio 2017
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Quantitative easing: oggi la misura straordinaria che divide l’Eurotower

Quantitative easing: oggi la misura straordinaria che divide l’Eurotower

Quantitative easing: oggi la misura straordinaria che divide l’Eurotower

Trecentodue milioni di utili, oltre 8 mila sportelli e 86 mila dipendenti. Sono i numeri della ideale “superbanca” che nascerebbe se si fondessero i dieci istituti popolari che, per decreto legge, hanno 18 mesi di tempo per diventare spa. Un decreto di cui oggi si conoscono meglio i dettagli.

Bankitalia potrà limitare il diritto di recesso, che spetta ai soci che non approvano il cambiamento della forma societaria, «laddove ciò sia necessario ad assicurare la computabilità delle azioni nel patrimonio di vigilanza di qualità primaria della banca».

Per votare, la maggioranza necessaria sarà più bassa: dalla seconda tornata, i due terzi dei voti, qualunque sia il numero dei soci presenti all’assemblea.
E gli istituiti (fuori dai primi 10) che in futuro dovessero superare il limite degli 8 miliardi di attivi a livello consolidato, avranno un anno per tornare sotto la soglia o diventare spa.

Tra gli analisti c’è chi ipotizza la creazione di due “superpopolari” che facciano capo ad Ubi e Bpm ma le critiche al decreto continuano ad arrivare da fronti opposti. «Non si capisce l’origine e la necessità di un intervento d’urgenza sulle popolari », osserva Susanna Camusso, leader della Cgil: «Oggi i punti di crisi del sistema bancario sono tutti delle spa». Mentre Forza Italia accusa il governo di «svendere il credito popolare, sradicarne la natura territoriale: il decreto sulle banche popolari dovrà essere significativamente cambiato in Parlamento ». In Borsa, però, la riforma piace: ieri, rialzi per istituti come Banco Popolare (+9,8%), Bpm (+3,6%) e Ubi (+3%).

Ma le Borse europee (Milano chiude con +1,64% a 19.981 punti; Londra + 1,63%) approvano anche le notizie sul quantitative easing (“allentamento quantitativo”, acquisto dalle banche di titoli di Stato e di altro tipo per immettere nuovo denaro nell’economia europea), che la Bce dovrebbe varare oggi.

Una misura straordinaria che divide l’Eurotower e vede l’opposizione della Germania («la Bce non freni le riforme», tuona la Merkel): il governatore Mario Draghi avrebbe allo studio un piano da 50 miliardi di euro al mese fino al 2016. Gli acquisti sarebbero focalizzati su titoli di Stato e non partirebbero prima di marzo.

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