sabato 10 giugno 2017
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Prezzo del petrolio e banche in difficoltà: Milano -2,85%
Petrolio e banche affossano ancora le Borse: Milano -3%

Prezzo del petrolio e banche in difficoltà: Milano -2,85%

Prezzo del petrolio e banche in difficoltà: Milano -2,85%

Ieri Piazza Affari è arrivata a perdere il 4%

Padoan: «La flessibilità è un diritto»

Le incertezze legate al prezzo del petrolio, le banche in difficoltà e il dato in peggioramento a gennaio, nell’Eurozona, dell’indice Pmi dei servizi (basato su indagini condotte su un campione di aziende in cui vengono interpellati i responsabili del settore acquisti): sono fra le cause del mercoledì nero della Borsa, che ha visto ieri Piazza Affari chiudere a – 2,85%.
Maglia nera fra le sofferenti Borse europee: Francoforte lascia l’1,56%, Parigi l’1,33% e Londra l’1,43%. Milano era caduta fin oltre il 4%, risalendo poi rispetto ai 17.141 punti toccati in giornata, ai minimi dal settembre 2013.

Da inizio 2016 l’indice milanese ha perso il 18,7%.
Tanti segni meno nel settore bancario (Banco Popolare a -10,02%; Ubi -8,99%; Mps -6,67%).
«Abbiamo bruciato, da un punto di vista borsistico, un aumento di capitale, ma la banca oggi è dotata di quasi 10 miliardi di patrimonio netto di bilancio », spiega l’a.d. di Mps Fabrizio Viola.
In serata Wall Street chiude salendo dell’1,13%.

Banche al palo Piazza Affari ultima in Europa: è giunta a toccare i minimi dal 2013

Intanto continua lo scambio di battute fra Bruxelles e Roma sui margini di flessibilità che l’Italia chiede alla Commissione europea sui conti dello Stato.
Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, insiste: «Non domandiamo nulla di nuovo, solo cose che esistono nelle regole europee. Lo sforzo di riforme dell’Italia è quello che ci porta a chiedere, con tutto il diritto, la gestione di una politica fiscale più flessibile»; il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker è invece convinto che gli elementi di elasticità esistenti siano «largamente sufficienti» ma promette «non faremo stupide politiche di austerity».
Oggi la Ue comunica le stime di crescita: l’Italia chiede flessibilità per lo sforzo in tema di immigrazione ma anche per gli investimenti e le riforme.

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