venerdì 9 giugno 2017
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Piazza Affari: -3,2% nel giorno esordio in borsa Ferrari
Piazza Affari: -3,2% nel giorno esordio in borsa Ferrari

Piazza Affari: -3,2% nel giorno esordio in borsa Ferrari

Piazza Affari: -3,2% nel giorno esordio in borsa Ferrari

Il mondo islamico è a rischio implosione, il Medio Oriente sull’orlo della catastrofe, la Cina un gigante che zoppica e si affanna. Non sono tempi semplici, i mercati sono i primi a saperlo: è soprattutto la «sindrome cinese» a spaventare il mondo, a farsi sentire sulle Borse, in un lunedì tanto nero che verrà ricordato.

Alla fine l’Europa ha bruciato «appena» 264 miliardi di euro e Wall Street ha registrato la peggiore apertura dell’anno da una vita.
Era il 1932 e dopo poco alla Casa Bianca sarebbe arrivato Roosevelt.
Ha recuperato nel finale, con il Dow Jones giù dell’1,58%, ma l’ultima volta in cui la Borsa americana aveva esordito con perdite sopra l’1% correva l’anno 2008, e prima ancora 2001, tempi di recessione dura.

Intanto, ecco l’ondata di vendite di ieri innescata da Pechino: lo yuan ai minimi da quasi 5 anni sul dollaro e il quinto calo consecutivo della produzione manifatturiera stanno facendo temere agli analisti numeri più negativi del previsto per il Dragone.
E, a ruota, per tutta l’economia globale.
Il precipitare degli scambi, così, ieri ha fatto scattare a Shanghai e Shenzhen il meccanismo che interrompe le contrattazioni e la chiusura anticipata sul -7% dei listini.

La paura ha attraversato rapidamente il pianeta: da Tokyo (che ha chiuso in calo del 3%) il virus si è trasmesso all’Europa e il tonfo fragoroso si è sentito anche a Milano.
Per Piazza Affari un -3,2% nel giorno in cui la Ferrari brindava al suo esordio.
Ancora peggio Francoforte, arretrata del 4,28%, e poi Parigi a -2,47% e Londra a -2,39%. Su una rapida ripresa ci sarebbe la fiducia del presidente della Fed di San Francisco, John Williams, che ha previsto per l’anno una crescita del Pil americano del 2-2,5%, mentre è cauto soprattutto il Fondo monetario internazionale.
Per il capo economista del Fondo, Maury Obstfeld, la Cina potrebbe ancora una volta «spaventare» i mercati in questo 2016.

L’economia è «in transizione» e le sfida da affrontare sono diverse.
Non ultima, il muro, diplomatico e commerciale, che si sta alzando ferocemente tra Arabia Saudita e Iran. Si sa, è zona di petrolio, che, guarda caso, ieri ha subìto lo psicodramma della volatilità. Inizialmente è salito fino al 4%, poi la virata verso il basso e il ritorno sotto la soglia dei 37 dollari al barile.

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