venerdì 9 giugno 2017
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Petrolio sale del 10% su rumors: solo speculazione?
Petrolio sale del 10% su rumors: solo speculazione?

Petrolio sale del 10% su rumors: solo speculazione?

Petrolio sale del 10% su rumors: solo speculazione?

Il petrolio, (dopo rumors su taglio della produzione), dà slancio alle Borse Milano +4,7%, ma il Pil frena

Su è giù dall’ottovolante: le Borse europee che giovedì erano nuovamente precipitate bruciando 242 miliardi di euro di capitalizzazione, ieri sono tornate fortemente in positivo.
La migliore è stata Piazza Affari che ha chiuso con un +4,7%, dopo essere stata la peggiore il giorno prima con un -5%, seguita da Londra (+3,08%), Parigi (2,52%), Francoforte (2,45%).

Decisivo è stato il prezzo del greggio giunto a crescere del 10% in una sola seduta, col Brent a 32 dollari al barile.
Molto probabilmente solo un’altra speculazione, visto che gli esperti ritengono lontano un vero recupero delle quotazioni, ma sufficiente a dar entusiasmo ai listini, a cominciare da Wall Street che ha spinto le altre sul finale.
Ulteriore impulso alla Borsa di Milano è arrivato dai titoli bancari, alcuni dei quali come Banco Popolare (+11,48%) e Bpm protagonisti di rialzi a doppia cifra, sulla scorta dell’annunciata fusione che potrebbe arrivare già entro il mese di febbraio.
Bene anche Eni (naturalmente) e poi Unipol beneficiata dai conti del 2015 positivi oltre le attese.
Ancora male, invece, Saipem dopo il fallimentare aumento di capitale e Mps costretta a un altro -5,2%.

Buone notizie anche dallo spread, con il rapporto Btp/Bund ai minimi della settimana e ridisceso dai 160 punti di giovedì a quota 138. Il Btp a dieci anni adesso rende l’1,63%, mentre anche il differenziale spagnolo ridiscende a 154.
Note positive sebbene le stime comunicate dall’Istat sul Pil italiano del 2015 non siano esaltanti: un modesto +0,1% per l’ultimo trimestre, inferiore rispetto alle previsioni dello stesso istituto di statistica, e una variazione annua (nel 2015) pari a una crescita dello 0,7%.
Un dato comunque positivo per la prima volta dal 2011.

Insomma, i mercati cercano una strada per tornare in positivo dopo un inizio d’anno catastrofico.

Ma restano molte le incertezze del quadro internazionale e le parole della presidente della Fed Janet Yellen, con la possibilità di tassi sotto zero, sono lì come monito.
Prova indiretta è l’andamento dell’oro, bene rifugio per eccellenza: anche ieri le quotazioni sono salite.

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