martedì 13 giugno 2017
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Ocse: percezione corruzione governo italiano al 90%

Ocse: percezione corruzione governo italiano al 90%

Ocse: percezione corruzione governo italiano al 90%

Lo studio Gallup: siamo maglia nera fra i 34 Paesi Ocse. Fiducia nel governo poco sopra il 30%

La percezione della corruzione nelle istituzioni governative e locali in Italia sfiora il 90%, al massimo tra i 34 Paesi dell’Ocse.

Si legge tra le cifre del documento Ocse Cubbing corruption, che cita lo studio Gallup, secondo il quale l’Italia è seguita da Portogallo e Grecia.

La percezione più bassa è in Svezia ed è inferiore al 15%.

L’indicatore si basa sui dati di tredici fonti diverse e sulle valutazioni di esperti dei singoli Stati espresse negli ultimi due anni.

E questi dati vanno letti in una doppia ottica: secondo l’Ocse, infatti, «c’è una forte relazione » tra la corruzione percepita e la fiducia nel governo.

Più alta è la corruzione percepita, più bassa è la fiducia nelle istituzioni».

In Italia la fiducia nel governo è di poco superiore al 30%, più alta solo di quella che hanno i cittadini di Grecia, Portogallo, Spagna, Slovenia e Polonia, benché in queste nazioni la percezione sulla corruzione sia a livelli più bassi.

La Svezia campione di “pulizia” delle istituzioni — almeno secondo il documento dell’Ocse — vanta una fiducia nel governo superiore al 55%.

E ci sono Paesi come la Svizzera dove la fiducia nel governo è più alta, con percentuali vicine all’80% (primo posto), nonostante la corruzione percepita sia intorno al 25%.

«Esiste una stretta connessione — sottolinea il capogabinetto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Roberto Garofoli — tra economia e legalità o illegalità. La corruzione crea dei danni di sistema, danni cioè non scientificamente misurabili, perché la corruzione è per definizione un fenomeno sommerso, ma che influenzano l’andamento dell’intera economia.

Secondo alcune tesi, il Pil aumenta dove la corruzione è meno percepita e viceversa ». L’Ocse ricorda come il costo delle truffe e della corruzione negli investimenti pubblici non sia solo economico ma anche politico e istituzionale «con seri risvolti per la legittimazione dell’apparato dello Stato e la capacità delle istituzioni governative ».

Intanto il ddl anticorruzione è arrivato a Palazzo Madama. E il presidente del Senato, Piero Grasso, avverte: «Troppi rinvii sulla corruzione, che mette in pericolo la democrazia ».

Il voto finale è previsto mercoledì. E c’è chi come Lucio Barani (Gal) propone, in polemica contro l’inasprimento delle pene, «la fucilazione dei colpevoli ». Senza ucciderli.

A suo modo, una provocazione.

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