giovedì 13 luglio 2017
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OCSE: il Jobs Act sta trainando il mercato del lavoro

OCSE: il Jobs Act sta trainando il mercato del lavoro

OCSE: il Jobs Act sta trainando il mercato del lavoro

L’Ocse promuove l’Italia: Pil al rialzo col Jobs Act

Un’altra conferma sullo stato di salute del nostro Paese arriva dall’Ocse.
L’Organizzazione per la cooperazione economica nel suo Economic Outlook vede segnali di miglioramento: il Jobs Act e gli sgravi per le assunzioni stanno infatti, come si legge nell’ultimo rapporto, «trainando la svolta del mercato del lavoro».
Ecco allora che il Pil dell’Italia, contrattosi dello 0,4% lo scorso anno, è atteso in espansione dello 0.8% nel 2015 e dell’1,4% sia nel 2016 che nel 2017.

Buone notizie perché siamo davanti a una lieve revisione al rialzo rispetto alle previsioni contenute nell’Interim Economic Outlook di settembre (+0,7% nel 2015, +1,3% nel 2016).

OCSE: nel 2016 stime di crescita a +1,4% e disoccupati giù all’11,7%.

Il governo: «Di nuovo affidabili»

La «svolta» sul fronte dell’occupazione, spiegano quindi gli esperti, è in gran parte merito del Jobs act e gli sgravi per le assunzioni, che «hanno portato a un rilevante aumento dei nuovi contratti a tempo indeterminato e ampliato le reti di sicurezza sociale, rendendo la crescita più inclusiva».
Di conseguenza, il tasso di disoccupazione nelle previsioni Ocse calerà dal 12,3% di quest’anno all’11,7% nel 2016 e all’ 11% nel 2017.

Stime positive anche per il deficit italiano, che «continuerà a diminuire, con la ripresa economica che aumenta gli introiti fiscali e l’onere per interessi sul debito pubblico che cala» e passerà dal 2,6% del Pil nel 2015 a 2,2% nel 2016 e 1,6% nel 2017.
Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti commenta così: «Questo governo le cose che ha dichiarato di voler fare, le ha fatte e da qui il recupero dell’affidabilità italiana».

OCSE SUI PAESI EMERGENTI

Ma l’Ocse vede nelle economie dei Paesi emergenti una fonte di incertezza.
«Un rallentamento più significativo nella domanda interna cinese, scrive ancora l’Organizzazione di Parig, potrebbe essere un colpo per la fiducia dei mercati e le prospettive di crescita di numerosi Paesi, incluse le economie avanzate».

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