martedì 11 luglio 2017
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MPS, si del Senato al decreto per salvare la banca

MPS, si del Senato al decreto per salvare la banca

MPS, si del Senato al decreto per salvare la banca

C’è il sì del Senato sul Salva-banche, ma è no sui debitori

Passa il decreto per gli istituti in crisi, però senza nomi degli inadempienti. Più tempo per i rimborsi.

Ci sarà più tempo (fino al 31 maggio) per chiedere i rimborsi per i risparmiatori delle quattro banche in crisi, una maggiore diluizione dei vecchi soci e obbligazionisti di Mps e delle altre banche, come probabilmente le due venete, che chiederanno il sostegno pubblico. Sono queste alcune delle modifiche introdotte al decreto Salva-banche, detto anche Salva-risparmio, che ieri sera ha incassato dal Senato il primo via libera con 157 «sì» al primo voto di fiducia chiesto dal governo Gentiloni, tra le proteste delle opposizioni, in particolare della Lega (i «no» sono stati 108, nessuno si è astenuto). Il testo passa adesso al vaglio della Camera, dove l’inizio dell’esame in commissione Finanze potrebbe iniziare già oggi. Il decreto legge va convertito entro il 21 febbraio prossimo.

Mps: via libera del Senato al decreto legge per salvare la banca

È arrivato quindi il via libera del Senato al decreto legge per salvare con soldi pubblici le banche in difficoltà, a partire da Monte Paschi di Siena, con un fondo da 20 miliardi di euro. Approvazione non senza polemiche, dopo l’accordo sulla mancata diffusione dei nomi, per la cosiddetta «black list» dei debitori delle banche in crisi, dei quali saranno pubblicati soltanto i profili di rischio.

Non verranno quindi diffusi i nomi di chi non ha restituito i soldi alle banche, ma verranno diffusi, in maniera anonima, i «profili di rischio» dei maggiori debitori. Questo dovrebbe far emergere come sono state gestite le banche finite sull’orlo del fallimento.
Prevista poi la possibilità di limitare le remunerazioni dei manager degli istituti di credito salvati dallo Stato. Le loro retribuzioni dall’intervento pubblico avranno un limite fissato per legge. Si potranno anche ritirare alcuni membri dai loro consigli di amministrazione. Approvata, come detto, la riapertura dei termini al 31 maggio – con la possibilità di accedervi anche per i parenti stretti – per le domande di rimborso forfettario delle obbligazioni subordinate di Carife, Carichieti, Banca Etruria e Banca Marche. Via libera infine a misure di educazione finanziaria, con una spesa annua ipotizzata su un milione.

Emendamenti salva banche

Sono stati una decina gli emendamenti del governo. I più rilevanti sono quelli relativi agli articoli 18 e 19 del decreto.
Il primo, precisa i criteri con cui determinare il valore delle azioni delle banche interessate dal provvedimento, individuando due procedure a seconda che la società sia quotata o meno e tenendo conto, nel secondo caso, dello stop alle negoziazioni.
Il secondo, si propone di diluire gli azionisti e individua un vantaggio per lo Stato con uno sconto del 25% sull’acquisto delle azioni, escludendo inoltre dai meccanismi di compensazione quanti hanno comprato azioni delle banche aiutate dopo l’entrata in vigore del bail-in.

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