giovedì 13 luglio 2017
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Mps, Renzi: i risparmiatori in Italia sono totalmente al sicuro

Mps, Renzi: i risparmiatori in Italia sono totalmente al sicuro

Mps, Renzi: i risparmiatori in Italia sono totalmente al sicuro

TENSIONE SULLE BANCHE

Nella giornata in cui il Monte dei Paschi doveva provare il rimbalzo a Piazza Affari dopo il tonfo delle ultime due sedute e ieri in effetti ha recuperato il 6.07% dopo aver perso quasi i due terzi del proprio valore di Borsa il premier Renzi ha incontrato a Palazzo Chigi il ministro del’Economia Padoan e i vertici di Cassa Depositi e Prestiti per studiare una rete di protezione in favore di Mps.
Tramite il Fondo Atlante o la stessa Cdp, si cerca la soluzione migliore per dare ossigeno alla banca senese, oberata dai crediti in sofferenza che la Bce ha chiesto di ridurre di dieci miliardi entro due anni.

Tutto ciò, peraltro, in attesa di conoscere l’esito degli stress test il 29 luglio e di capire se il capitale del Tesoro potrà essere iniettato per far fronte alle eventuali carenze palesate dalla valutazione sull’istituto di credito, come consentito dalla clausola dell’articolo 32 della direttiva Ue sulle banche.

E nel frattempo il presidente del Consiglio è tornato a rassicurare i correntisti: «Il nostro obiettivo non è intervenire per salvare le autorità bancarie, ma mettere al sicuro i correntisti. E possiamo dire che loro e i risparmiatori in Italia sono totalmente al sicuro », garantisce Renzi.

E avverte: «La vera questione sono i derivati delle banche Ue». Da Bruxelles, il commissario Ue ai Servizi finanziari Dombrovskis ha sottolineato di essere «in costante contatto con le autorità italiane» e di essere «pronti ad agire» se necessario, ma le ricapitalizzazioni «sono possibili solo se soddisfatte tutte le condizioni ».

Mentre il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta ha fatto sapere che sul negoziato con la Commissione europea per ricapitalizzare Mps «nessun intervento è previsto nelle prossime ore».

Dal fronte Borsa, detto della risalita di Mps (con picchi del +14%) sostenuta dal possibili intervento statale ma anche dal divieto della Consob di effettuare vendite allo scoperto per tre mesi, a Milano (2.2) è stata un’altra giornata pesante per i titoli bancari (oltre che per Telecom, 10.8%). Unicredit ha perso il 3.3%, il Banco Popolare il 6.1%, Bper il 7.1%, mentre Intesa ha limitato le perdite allo 0.2%. Piazza Affari è stato il peggiore tra i principali listini europei: Londra in calo del 1.25% continua a non soffrire troppo l’effettoBrexit.

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